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Più rapida la riscossione dei crediti

Il Governo ha approvato il decreto sulla Giustizia civile che contiene le norme per ridurre i tempi di riscossione dei crediti da parte delle banche. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan dopo il Consiglio dei ministri. «Le misure approvate – ha detto – hanno a che fare con la necessità di rimettere in moto il mercato del credito che attualmente risente del peso dei crediti deteriorati». Il ministro ha infatti sottolineato che tanto la normativa messa a punto di concerto con il ministero della Giustizia quanto il provvedimento sulla deducibilità fiscale delle perdite su crediti sono finalizzati a mettere in moto, in prospettiva un mercato secondario delle sofferenze bancarie. Si tratta – ha sottolineato nel corso della conferenza stampa – «di provvedimenti potenti ed efficaci» per far affluire maggiore credito all’economia. Fermo restando, ha aggiunto, che quando si risolverà il dialogo in corso con la Commissione europea sul tema di un veicolo di sistema per accelerare lo smaltimento delle sofferenze bancarie «potremo avere anche uno strumento in più».
Il grappolo di disposizioni concordate con il ministero della giustizia interviene sia sulle procedure concorsuali per farle funzionare meglio (secondo una visione che accomuna banche e imprese, i tempi sono maturi per introdurre una normativa più simile a quella anglosassone) in modo da tutelare con più efficacia tutti i creditori.
Il decreto, ha spiegato Padoan, «facilita il disincaglio dei crediti in sofferenza, salvaguardando i diritti dei creditori e quelli dei debitori delle imprese che sono in difficoltà: una fase interinale per continuare a operare, e la possibilità di recuperare i propri asset in situazione concorrenziale. Non solo i creditori ma anche altri attori possono entrare con proposte migliorative». Ma il ministro ha spiegato anche che «uno degli altri principi importanti, molto innovativi è che qualora ci sia dalla maggioranza dei creditori un accordo di risoluzione non ci sarà più una dittatura della minoranza che blocchi la risoluzione. È una norma prevista nei sistemi anglosassoni e minimizza i costi di risoluzione dei contratti».
Dunque, accanto alle procedure concorsuali, si interviene anche con misure che agevolano il recupero crediti e la realizzazione delle garanzie.
Anche in questo caso, come nel caso delle misure studiate dal ministero dell’economia per la deducibilità fiscale delle perdite su credito si tratta di misure a costo zero sul bilancio pubblico. Padoan si è preoccupato ieri di sottolineare l’impatto a costo zero soprattutto del provvedimento fiscale, spiegando che non ci sarà nessun problema per le coperture: «Avviene a costo zero per il bilancio pubblico, anzi potrebbe portare perfino dei piccoli benefici al bilancio: stiamo facendo delle simulazioni. Dunque sono provvedimenti, ha concluso Padoan,che «migliorano il sistema creditizio e quello delle finanze».
Un ragionamento, quello delle riforme a costo zero per i conti pubblici, che vale, a maggior ragione, per i provvedimenti di tipo procedurale. L’impatto sull’economia di questi ultimi, invece, può essere rilevante. Occorre infatti ricordare che attualmente, con i tempi della giustizia civile che per un recupero crediti sono attestati in media a 7 anni, l’Italia continua nonostante i miglioramenti introdotti in anni recenti, a navigare nella parte bassa della classifica internazionale del “doing business” stilata dalla Banca mondiale.
Se davvero con i provvedimenti introdotti ieri si riuscirà a ridurre di un anno o due questi tempi così lunghi, che innalzano i costi per tutti i titolari di crediti, anche di chi ha crediti commerciali, aumenterà in modo consistente anche l’attrattività degli investimenti esteri: se si può recuperare un credito in tempi rapidi, infatti, il rischio della svalutazione dei propri investimenti è molto minore.
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