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Più prestiti per imprese ed export. Il giorno del nuovo golden power

ROMA – Con il mondo delle imprese che preme sul governo e implora aiuti economici che scongiurino fallimenti e serrate, è atteso oggi in Consiglio dei ministri il decreto liquidità, che aggiunge altri 200 miliardi di effetto leva ai 350 del decreto di marzo, che prevede un’azione di supporto all’export per ulteriori 200 miliardi e che ha spaccato la maggioranza. Il braccio di ferro tra Partito democratico e Movimento Cinque Stelle ha fatto slittare di tre giorni la riunione dell’esecutivo e si è concluso con un faticoso compromesso. C’è voluto un vertice a palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte per placare le tensioni e sciogliere i nodi.

Il ministro dem dell’Economia, Roberto Gualtieri, voleva che fosse Sace a emettere le garanzie finanziarie, portandola sotto il controllo del Tesoro per agevolare la distribuzione dei prestiti alle imprese. Ma il M5S si è opposto, accusando il Pd di voler indebolire Cassa depositi e prestiti, che controlla Sace al cento per cento. Alla fine, con la mediazione di Conte, lo strumento individuato sarà sempre Sace, ma con l’indirizzo e il coordinamento del Mef. Che il duello sia tutto politico lo conferma la presenza al vertice di ieri mattina dell’ad di Cdp, Fabrizio Palermo, voluto a suo tempo da Luigi Di Maio. Sul ruolo della «cassa» lo scontro è stato teso, tanto che ieri sera il Consiglio dei ministri non era stato ancora convocato.

Sul tavolo di Palazzo Chigi approderanno anche il provvedimento che rafforza il golden power contro le scalate dall’estero e il decreto scuola, con il quale la ministra Lucia Azzolina conta di «accompagnare con responsabilità e serietà i nostri ragazzi verso la fine di questo anno scolastico e l’inizio del prossimo».

Altro capitolo importante che, salvo ulteriori slittamenti, sarà affrontato oggi, è la dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (Pmi). Il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, ha annunciato che salirà a 7 miliardi e avrà la capacità di generare liquidità fino a 100 miliardi per le aziende fino a 499 dipendenti. «Tempo qualche giorno e le persone potranno recarsi presso gli istituti di credito».

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