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Più mercato in Unicredit Conferma per Ghizzoni e Vita

È stata la giornata degli azionisti in Unicredit: quelli silenti — i libici — tornati sulla scena forti di ben il 4,17%, e quelli istituzionali, la cui lista «di minoranza» ha raccolto la maggioranza dei voti in assemblea superando quella dei soci stabili (gli arabi di Aabar, Allianz, le fondazioni e i privati italiani). Sul nuovo board a 17 non ci sono state conseguenze, risultando confermati il presidente Giuseppe Vita, il ceo Federico Ghizzoni e gli altri 14 candidati. 
La lista dei fondi ha raccolto il 54% dei voti confermando l’economista Lucrezia Reichlin (una delle sei donne nel board). Era l’unica candidata, visto che alle minoranze Unicredit riserva un solo posto su 17 e i fondi non si sono posti in contrapposizione alla lista dei soci stabili, che con il 46% ha potuto eleggere tutti i candidati. Sono stati poi nominati vicepresidenti Luca Cordero di Montezemolo, Fabrizio Palenzona e Vincenzo Calandra Buonaura.
L’altra novità è stata il ritorno dei soci libici, forti del 2,9% della Libyan Central Bank (Lcb) e dell’1,25% del fondo sovrano Lia (Libyan investment authority) che rafforza il fronte arabo accanto ad Aabar, fondo sovrano di Abu Dhabi con il 5,04%. La partecipazione risale ai tempi di Capitalia e nel 2010 arrivò a toccare il 7% — un evento che portò all’uscita dell’allora ceo Alessandro Profumo — e ad esprimere un vicepresidente.
Dopo la caduta di Gheddafi la quota è rimasta di fatto congelata. Ieri il governatore Saddek Omar El Kaber e il capo del Lia, Abdulrahman Ben Yezza (ex manager Eni), hanno incontrato Vita e Ghizzoni ribadendo l’intenzione di riattivare una gestione «più attiva» della partecipazione (ma non ancora di chiedere un posto in consiglio), rafforzano le opportunità di business nel Paese, una volta risolta la crisi. In assemblea, hanno votato per i soci stabili.
Dietro c’è una strategia politica: due giorni fa i governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Usa hanno ribadito «l’auspicio che coloro che rappresentano le istituzioni libiche indipendenti» — Lcb, Lia, National Oil Corporation (Noc) e le Poste libiche (Lptic) — «a qualsiasi campo appartengano, continuino ad operare nell’interesse di lungo termine del popolo libico».

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