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Più locazioni brevi, cedolare secca con riserva di rettifica

Per stabilire se l’attività di affittacamere è svolta in forma imprenditoriale, in attesa dell’emanazione dello specifico regolamento in materia, occorre far riferimento ai principi generali stabiliti con riferimento alle attività commerciali. In attesa del provvedimento secondo l’Agenzia delle entrate si guarderà il caso singolo riservandosi una rettifica in caso di accertamento.Questo è quanto indicato dall’agenzia delle entrate con la risposta all’interpello n. 373 in cui un contribuente intenzionato a svolgere l’attività di affittacamere attraverso il portale Airbnb, poneva il quesito se il relativo e futuro reddito prodotto fosse conseguito nell’esercizio dell’attività di impresa o se invece rientrasse nell’ambito applicativo della cedolare secca con applicazione dell’aliquota del 21%. Nel caso di specie alla fine della disamina l’Agenzia ha riconosciuto comunque la non attività di impresa e quindi l’applicazione del regime fiscale con cedolare secca.

La domanda posta, visto il maremagnum di norme sul settore che interessano sia le regioni sia le province sia i comuni, non è di certo a risposta scontata e l’agenzia delle entrate nell’interpello è chiara stabilendo che ai fini fiscali a dettare legge in attesa dell’emanazione dello specifico regolamento (come previsto dal comma 3-bis dell’art. 4 del dl 50/2017) è l’articolo 55 del Tuir in combinazione con l’articolo 2082 del codice civile.

Mentre l’articolo 55 del dpr 917/86 delinea il perimetro dei redditi d’impresa stabilendo che sono tali quelli che derivano dall’esercizio «per professione abituale ancorché non esclusiva» di imprese commerciali, l’articolo 2082 del codice civile inquadra la figura dell’imprenditore ovvero «colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o lo scambio di beni e servizi».

Nel caso specifico, svolgendo il contribuente l’attività pura di affittacamere non citando lo stesso servizi correlati, il reddito prodotto è al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa con dunque la possibilità di applicazione della cedolare secca.

Con l’articolo 4 del dl 50/2017 è stato definito il regime fiscale delle cosiddette locazioni brevi stabilendo che «a decorrere dal 1° giugno 2017, ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve stipulati a partire da tale data si applicano le disposizioni dell’articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, con l’aliquota del 21 per cento in caso di opzione per l’imposta sostitutiva nella forma della cedolare secca» le disposizioni della norma si applicano anche ai corrispettivi lordi derivanti dai contratti di sublocazione e dai contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario aventi ad oggetto il godimento dell’immobile da parte di terzi.

Giuliano Mandolesi

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