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Più limiti sull’uso del contante

La tracciabilità dei pagamenti non trova tregua e il legislatore cerca con continue modifiche di rendere sempre più cogente il ricorso da parte di tutti a pagamenti elettronicamente individuabili (si veda anche «Il Sole 24 Ore» di domenica 16 settembre).
In questa logica vanno sicuramente inquadrati l’interevento sul decreto Sanità e le prossime modifiche che arriveranno con il decreto Sviluppo. Nel frattempo, però, il Governo – con un decreto che integra il Dlgs 141/2010 relativamente al credito al consumo – prevede una serie di interventi sui limiti all’uso del contante e sulle relative sanzioni. In particolare, sul piano sostanziale il provvedimento – varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri – prevede un nuovo limite per i cambiavalute e, sul piano sanzionatorio, razionalizzando il sistema, introduce una serie di interventi sugli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie.
Relativamente al primo punto la norma in attesa di pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» prevede che la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta realizzata dai soggetti che svolgono l’attività di cambiavalute (disciplinata dall’articolo 11 dello schema di decreto legislativo) abbia il limite per il trasferimento in contanti determinato in 2.500 euro. Questo limite deroga a quanto è stabilito in modo ordinario dal primo comma dell’articolo 49 del Dlgs 231/07 per tutti i movimenti in contanti tra privati, che fissa la soglia di riferimento a un limite di mille euro. La violazione di questa disposizione comporta una sanzione che varia da un minimo dell’1 per cento a un massimo del 40 per cento dell’importo trasferito.
Il secondo punto su cui si prefigge di intervenire il decreto è quello dell’aumento delle sanzioni amministrative pecuniarie previste in caso di violazioni antiriciclaggio in tema di libretti di deposito bancari e postali al portatore. L’articolo 18 del nuovo decreto legislativo prevede un innalzamento delle sanzioni pecuniarie per i casi di saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore con importo pari o superiore a mille euro (aumento della sanzione minima dal 20 al 30% del saldo del libretto al portatore). Quindi la soglia proposta va da un minimo del 30 a un massimo del 40% (l’attuale va dal 20 al 40%).
Ben più importante è la modifica sanzionatoria (aumento della sanzione dall’attuale soglia che va dal 10 al 20% del saldo del libretto alla nuova, che oscilla da un minimo del 30 a un massimo del 40%) prevista per seguenti casi: mancata estinzione al 31 marzo 2012 o mancata riduzione del saldo dei libretti bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a mille euro; trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore qualora sia stata omessa la comunicazione da parte del cedente alla banca o alle Poste italiane entro il termine di 30 giorni.
Ulteriore intervento ha riguardo alla determinazione dell’importo della sanzione amministrativa pecuniaria minima applicabile, che viene determinato in 3mila euro anche per i casi di negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta operata dai cambiavaluta, per gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a mille euro, per gli assegni bancari e postali emessi all’ordine del traente e, infine, per gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari. Pertanto, a esempio, se si emette un assegno trasferibile (senza indicazione del beneficiario) di 1.500 euro la sanzione minima irrogabile è di 3mila euro. Rimangono inalterate invece le disposizioni relative ai casi di aumento della sanzione pecuniaria relativamente alla limitazione all’uso del contante e dei titoli al portatore di cui al primo, secondo e terzo comma dell’articolo 49 del Dlgs 231/07.

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