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Più limiti al fondo patrimoniale

La costituzione del fondo patrimoniale previsto dall’articolo 167 del Codice civile può essere dichiarata inefficace se pregiudica i diritti del creditore. Lo afferma il tribunale di Caltanissetta (giudice Sole) in una sentenza del 3 luglio.
Il giudice si è pronunciato sul caso di un debitore che, dopo essere stato condannato a pagare un milione di euro a favore di una società, aveva donato alla moglie il 90% di quote di una Srl, di cui era titolare; inoltre, lo stesso giorno aveva creato un fondo patrimoniale, a cui erano stati destinati la casa familiare e un villino. Ma la società creditrice ha iniziato l’azione revocatoria prevista dall’articolo 2901 del Codice civile per far dichiarare questi atti inefficaci nei suoi confronti. Il debitore ha esposto di non aver danneggiato la creditrice, producendo una consulenza di parte per dimostrare di esser titolare di un consistente patrimonio residuo.
Il giudice osserva che la costituzione di un fondo patrimoniale è atto a titolo gratuito, dato che non richiede corrispettivo. Per dichiararlo inefficace basta che il debitore conosca il pregiudizio che l’atto arreca alle ragioni del creditore (articolo 2901, n. 1, del Codice civile). Nella fattispecie – prosegue il tribunale – tale consapevolezza deve ritenersi sussistente sia per la donazione sia per la costituzione del fondo patrimoniale. Ciò perché «entrambi gli atti dispositivi venivano posti in essere lo stesso giorno, innanzi allo stesso notaio rogante, e a distanza di poco più di un mese dalla pubblicazione della sentenza di condanna al pagamento delle somme costituenti il credito». Sicché è ragionevole affermare che il debitore abbia ritenuto di salvaguardare le sue proprietà cedendo alla moglie le quote della Srl e, al contempo, vincolando due suoi immobili nel fondo patrimoniale.
Per il tribunale ricorre anche il pregiudizio alle ragioni del creditore. Il trasferimento delle quote societarie aveva infatti ridotto la consistenza patrimoniale del debitore. Inoltre, il fondo aveva limitato la facoltà dei creditori di espropriare i beni (articolo 170 del Codice civile). L’intervento del giudice si giustifica dunque per «evitare che il rilievo attribuito alla solidarietà familiare possa rappresentare un mezzo utile a giustificare operazioni fraudolente del debitore realizzate al solo scopo di ledere i diritti dei creditori».
Il giudice rileva che il patrimonio immobiliare del debitore, al netto dei beni confluiti nel fondo, supera il milione di euro. Quindi, «in un’ottica di bilanciamento dei contrapposti interessi» che miri a garantire i diritti del creditore e a non compromettere l’autonomia negoziale del debitore, dichiara inefficaci la donazione delle quote sociali e la costituzione del fondo patrimoniale limitatamente al conferimento del villino.

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