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«Più legalità? Lo Stato faccia i controlli»

Il presidente del Consiglio Draghi ieri si è confrontato con il sindacato sul decreto Semplificazioni. E alla fine gli appalti al massimo ribasso sono scomparsi.

«Novità positiva per noi — risponde il presidente dei costruttori dell’Ance, Gabriele Buia —. Non siamo mai stati favorevoli al massimo ribasso… Tra l’altro anche nella prima stesura il massimo ribasso riguardava soltanto una categoria di appalti ristretta, quella degli appalti integrati in cui lo stesso attore fa sia il progetto che l’esecuzione».

L’appalto integrato non piace al sindacato.

«L’appalto integrato esisteva già nel nostro ordinamento. In alcuni casi può essere utile ad accelerare sui tempi. Pnrr a parte, non possiamo più permetterci di realizzare un’opera in 15 anni».

Oggi un’opera può essere subappaltata al massimo al 40%, il Semplificazioni bis intende togliere questo vincolo. Il sindacato chiede un passo indietro .

«Ance non ha mai preteso di poter subappaltare al 100%. Semmai a chiederci di togliere questo vincolo è l’Europa. Altrimenti, rischiamo di perdere il 5% di del Recovery».

Nelle pieghe dei subappalti con più facilità si nascondono irregolarità.

«Le imprese che entrano in un subappalto hanno gli stessi controlli e sottostanno alle stesse normative dell’impresa principale. I controlli li fa lo Stato, prima di dare un’autorizzazione a un subappalto. Ed è giusto che sia così».

Quindi è la pubblica amministrazione depauperata al punto da non sapere più fare i controlli?

Se resta il limite massimo del 40% sulla quota di subappalto rischiamo che la Ue ci tolga il 5% del Pnrr

«Il problema esiste. Le norme ci sono: fare entrare in cantiere un subappaltatore non autorizzato comporta una sanzione penale. Certi controlli, poi, non può che farli il pubblico: come faccio io a sapere se un subappaltatore ha legami con le mafie?».

Rendere i subappaltatori responsabili verso la stazione appaltante oltre che verso l’appaltatore come auspica il presidente dell’Anac Busia può essere una soluzione?

«Le sentenze in materia di subappalto dal 2016 a marzo quest’anno sono state 173. Una cosa è certa: bisogna trovare un modo per ridurre il contenzioso. Il richiamo all’intervento della stazione appaltante potrebbe essere una ulteriore garanzia».

A breve il parlamento dovrebbe approvare un disegno di legge delega di riforma del Codice degli appalti. Va modificato o riscritto?

«Va riscritto. E noi vogliamo essere parte attiva. Non siamo più disposti ad accettare norme calate dall’alto che massacrano il settore».

Sul Semplificazioni bis il governo si sta confrontando più con il sindacato che con voi. Significa che del decreto vi piace tutto?

«Non tutto. Il maggiore margine alle procedure negoziate, quelle in cui si chiamano alcune aziende a fare un’offerta evitando la gara vera e propria, per esempio, non ci convince».

La gran parte dei contenuti del Semplificazioni bis agevolano le imprese, no?

«Il governo sta facendo un grande sforzo. Speriamo continui su questa strada».

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