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Più gradualità sulle partite Iva

di Nicoletta Picchio

ROMA.
Lo scambio fra minore flessibilità in uscita e minore flessibilità in entrata era nell'aria da quando era cominciata la partita politica fra il Governo e la sua maggioranza. Dopo il vertice notturno di ieri fra il premier Mario Monti e i tre leader politici di Pdl, Pd e Udc è chiaro anche, almeno nell'ipotesi fondamentale, come si alleggeriranno i vincoli sui contratti di entrata. Il beneficio principale arriverà per le partite Iva. I dettagli saranno noti solo nelle prossime ore, quando il ministro del lavoro, Elsa Fornero, avrà stilato il testo definitivo da inviare al Quirinale. È già chiaro però, da subito, appena finito il vertice, che una delle leve su cui si agirà è quella dei tempi di entrata in vigore delle nuove norme. L'applicazione della nuova disciplina sulle partite Iva sarà «graduale» e questo consentirà un impatto meno traumatico non solo per le aziende, ma anche per molti lavoratori. Le situazioni esistenti si potranno gestire con tempi meno stretti.
Non è chiaro se saranno alleggeriti anche nel merito, oltre che nei tempi, i vincoli imposti alle partite Iva, ma su questo Fornero ha difeso ancora le sue proposte. Per razionalizzare il ricorso a collaborazioni professionali con titolarità di partita Iva – aveva scritto il ministro nel suo documento di policy – «sono proposte norme volte ad evitarne utilizzi impropri in sostituzione di contratti di lavoro subordinato». Sono introdotte, cioè, norme rivolte a far presumere, salvo prova contraria (ferma restando, cioè, la possibilità del committente di provare che si tratti di lavoro genuinamente autonomo), il carattere coordinato e continuativo (e non autonomo ed occasionale) della collaborazione quando si verifichi una di queste condizioni: la collaborazione duri complessivamente più di sei mesi nell'arco di un anno; da essa il collaboratore ricavi più del 75% dei corrispettivi (anche se fatturati a più soggetti riconducibili alla medesima attività imprenditoriale); la collaborazione comporti la fruizione di una postazione di lavoro presso la sede istituzionale o le sedi operative del committente. Tali indici presuntivi possono essere utilizzati disgiuntamente nel corso delle attività di verifica.
Un obiettivo del governo, indicato al presidente del Consiglio, Mario Monti, già nel discorso di insediamento, al Senato è proprio superare quel dualismo che garantisce troppo chi ha un lavoro e rende difficile e precario l'ingresso dei giovani. Il testo del ministro del Welfare lo traduce in provvedimento di legge: saranno più cari i contratti a termine, con regole per evitarne l'uso scorretto, così come vengono riviste le regole sul contratto intermittente, a tempo parziale, sui lavori a progetto e sulle altre forme di flessibilità in entrata. Un giro di vite per le aziende, in un disegno complessivo che interviene anche sui licenziamenti.
Sta proprio qui il delicato equilibrio della riforma, su cui sta insistendo in questi giorni Confindustria, mentre ancora si discute su come dovranno essere definite nei dettagli le regole sull'articolo 18. Indennizzo in caso di licenziamenti economici, possibilità di reintegro in determinati casi per quelli disciplinari, articolo 18 applicato per i licenziamenti discriminatori o nulli. Questo è stato previsto nell'ultimo incontro a Palazzo Chigi tra le parti sociali. Se il testo dovesse modificare questo impianto (si veda l'articolo a pag. 7) allora per il mondo imprenditoriale sarebbe la riforma sarebbe sbilanciata, con l'effetto negativo di appesantire la flessibilità in entrata, in una fase tra l'altro di recessione e di calo dell'occupazione.
Le imprese avevano chiesto di alleggerire anche i nuovi vincoli sul contratto a tempo determinato, che in Italia rappresenta il 12,8% degli occupati. La riforma prevede un aumento di contribuzione con un'aliquota dell'1,4%, da destinare al finanziamento dell'Assicurazione sociale per l'impiego. Su questi e sugli altri vincoli di reiterazione e di durata dei contratti non era però ancora chiaro, la notte scorsa, se si interverrà nel senso di un alleggerimento.

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