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Più frodi nel credito con le informazioni sottratte dalla rete

Sconti incredibili, offerte specialissime, sottocosto irresistibili. Ecco alcuni elementi che caratterizzano lo shopping online natalizio. Ma nel mare magnum del web si corre il rischio d’incappare anche nelle trappole di truffatori e cybercriminali che cercano di indirizzare i più distratti verso siti “a rischio” creati solo per catturare informazioni sensibili e i dati delle carte di credito.
Del resto frodi creditizie e furti d’identità si diffondono a macchia d’olio. In Italia nel primo semestre 2017 sono stati rilevati oltre 11mila casi, contro i circa 8mila del primo semestre 2016 e di quello 2015. In flessione l’importo medio frodato che ora si attesta intorno ai 7mila euro contro i quasi 10mila del primo semestre 2016. Complessivamente il valore frodato ha superato gli 80 milioni di euro. È quanto emerge dalla 25esima edizione dell’Osservatorio Crif sui furti di identità e le frodi creditizie che Il Sole 24 Ore pubblica in anteprima.
Le frodi e l’identità clonata sono forme di criminalità che non creano un allarme sociale o un senso di insicurezza generalizzato, ma il bottino è di molti multipli rispetto a quello delle rapine in banca. Nel 2016 sono state portate a termine solo 360 rapine, che hanno fruttato in media poco meno di 30mila euro. Complessivamente le banche hanno fruttato un bottino di circa 10,5 milioni, poca cosa rispetto a quello dei cyber criminali.
«Le frodi creditizie e le truffe online sembra siano diventate una nuova piaga del crimine – conferma Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif -. Non solo perché sono in continuo aumento, ma perché spesso le vittime scoprono soltanto a distanza di mesi di avere subito il furto di identità e la frode». Secondo i dati raccolti da Crif più di un caso su due viene scoperto entro i primi sei mesi, con un incremento di quasi l’11% rispetto al primo semestre 2016, ma per importi tra i 3 e i 10mila euro possono passare anche un paio di anni. Quando poi l’importo frodato è di oltre 10mila euro nel 21% dei casi si superano abbondantemente i 5 anni. Come tante bombe ad orologeria poi continuano ad emergere frodi messe in atto 3, 4 o 5 anni prima.
Buona parte delle vittime dei furti d’identità sono under 40 con i maggiori incrementi tra i 18 e i 30enni (+9%) e tra i 31 e i 40 anni. In decisa crescita (+16%) la quota di frodi subite da donne. «I giovani risultano particolarmente esposti ai furti di identità online, anche per la quantità di dati spesso condivisi in modo disinvolto su Internet e sui social media – sottolinea Beatrice Rubini – ma tutti senza eccezioni siamo vulnerabili a questi rischi».
Una volta in possesso di tutte le informazioni necessarie per creare una vita “parallela” i criminali preparano una carta di identità o patente contraffatta o non legata al soggetto a cui è intestata. Al primo posto tra le residenze utilizzate dai frodatori c’è la provincia di Napoli, che precede quelle di Palermo e Roma. Con i documenti falsificati sono pronti per presentarsi al desk di una società di credito al consumo per chiedere – nel 56% dei casi – un prestito finalizzato, ma le frodi con carta di credito, al 30%, sono in crescita esponenziale con un +79% rispetto il primo semestre 2016.
Alla fine il bottino è rappresentato, in quasi il 40% dei casi, da elettrodomestici, auto e moto (9%) e spese per immobili e ristrutturazioni (8,4%). Secondo le rilevazioni di Crif sono in costante crescita le frodi per acquistare trattamenti estetici e medici e quelle per l’acquisto di prodotti di arredamento. Per quanto riguarda il capitolo dei servizi le bande puntano ai viaggi e l’intrattenimento. Del resto una crociera può aiutare, dopo tante giornate trascorse davanti al pc a caccia di profili da clonare.

Enrico Netti

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