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Più fondi a «Made in» e legge Sabatini

Sì al rifinanziamento della nuova “Sabatini” per i macchinari industriali e via libera al sostegno del made in Italy. Per la nuova Local tax a breve si potrebbero aprire le porte della Camera con un emendamento sottoscritto dal Governo, mentre la rimodulazione del «bonus bebè» avverrebbe in funzione del reddito aprendo spazi per risorse aggiuntive comunque destinate alle famiglie più bisogonose. E ancora: modifiche in arrivo per quel che riguarda il regime dei minimi così da venire incontro alle richieste avanzate soprattutto dai professionisti.
Nessuno spazio per una riduzione del prelievo sui fondi pensione, che con la stabilità passerebbe dall’11,5 al 20 per cento. Quanto al Tfr la linea del Governo al momento resta quella di confermare il dispositivo previsto dalla legge di stabilità, senza modifiche al regime di tassazione ordinaria. In sostanza, a quanti decideranno di optare dal prossimo anno per il Tfr in busta paga verrà applicata l’aliquota marginale riferita all’intero reddito dell’anno. Disco rosso alla tassazione separata, che invece continuerà ad essere applicata per quanti percepiranno il Tfr al termine del rapporto di lavoro. Decisione – si apprende in ambienti parlamentari – motivata essenzialmente dalla constatazione che a fruire dell’anticipo del Tfr in busta paga dovrebbero essere soprattutto le fasce di reddito medio-basse.
Delle modifiche in via di definizione alla legge di stabilità all’esame della commissione Bilancio della Camera si è discusso ieri mattina in un vertice a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, cui hanno partecipato anche il viceministro Luigi Casero e lo staff economico del premier. Correzioni che comunque dovranno garantire – questa la linea del Governo – la sostanziale invarianza dei saldi della manovra. Nel primo passaggio alla Camera saranno altresì messi a punto gli emendamenti per rendere effettivo il potenziamento della riduzione del deficit strutturale (dallo 0,1 allo 0,3% del Pil), in linea con le intese raggiunte finora con la Commissione europea. Il tutto in attesa del giudizio che l’esecutivo comunitario esprimerà il prossimo 24 novembre sull’impianto complessivo della legge di stabilità, con annesse le nuove stime macroeconomiche definite dal governo.
Mentre a Palazzo Chigi si definivano gli spazi di intervento per ritoccare il Ddl di stabilità, la commissione Bilancio procedeva di buona mattina al recupero di una novantina dei 1.600 emendamenti dichiarati inammissibili 24 ore prima. Nella serata di ieri, poi, la Bilancio ha definito i 500 emendamenti “segnalati” dai gruppi politici su cui si concentrerà l’esame di merito (che comunque prima di lunedì prossimo non prenderà il via). Al netto della decisione della Capigruppo della Camera sulla calendarizzazione in Aula del Jobs act, attesa per oggi. Nel caso l’esame dovesse partire da lunedì, i lavori della Bilancio subirebbero uno slittamento in avanti così come la data di approdo in Aula della ex Finanziaria, oggi fissata al 24 novembre.
Nel gruppone dei “segnalati” entrano anche le proposte di rifinanziamento della “nuova Sabatini” per i macchinari industriali. Da Pd, Ncd e Per l’Italia arriva la richiesta di raddoppiare il plafond gestito dalla Cassa depositi e prestiti (portandolo a 5 miliardi) per concedere finanziamenti agevolati destinati all’acquisto e al leasing di beni strumentali nuovi. Di conseguenza scatterebbe la proroga di un anno per i finanziamenti, che potrebbero essere concessi fino al 31 dicembre 2017.
Dal Pd arriva anche una rateazione “semplice” per tutti i debiti fiscali, con un tasso d’interesse agevolato al 3,69%, per un massimo di 10 anni (senza dover dimostrare di essere in difficoltà). La misura potrà essere applicata a più tipologie di debiti, che vanno dalle cartelle di pagamento di Equitalia, alle ingiunzioni fiscali dei comuni che riscuotono in proprio, passando per gli avvisi di accertamento esecutivi e quelli con adesione emessi dalle Entrate. Da Ncd la proposta di eliminare la clausola di salvaguardia con l’aumento della benzina.

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