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Più facili gli aiuti alle start up

Start up innovative: aggiornata la documentazione per l’accesso alle agevolazioni. Le Camere di commercio, con il coordinamento del ministero dello sviluppo economico, hanno recepito le modifiche alla definizione di start up contenute nel decreto legge 28 giugno 2013, n. 76 (cosiddetto decreto lavoro) convertito nella legge 9 agosto 2013 n. 99 (articolo 9, 16 comma) che semplificano e ampliano i requisiti per l’accesso alle agevolazioni.

Modifiche recepite nel modello di autocertificazione delle star up innovative e nella guida per l’iscrizione nella sezione speciale, che sono stati aggiornati con le modifiche apportate all’articolo 25 della legge n. 221 del 2012 proprio dalla legge 99 di quest’anno. Ricordiamo che le agevolazioni previste per le start up, riguardano l’esenzione dagli oneri di costituzione e registrazione presso le camere di commercio. L’assunzione di personale con contratti a tempo determinato della durata minima di 6 mesi e massima di 36 mesi. La possibilità di remunerare i propri collaboratori con stock option, e i fornitori di servizi esterni, come per esempio gli avvocati e i commercialisti, attraverso il work for equity.

I nuovi requisiti inseriti sono i seguenti:

– le spese in ricerca e sviluppo che la start up deve dimostrare di aver sostenuto per avere accesso agli incentivi devono essere uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start up innovativa. Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo vengono escluse le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili. Ai fini di questo provvedimento, in aggiunta a quanto previsto dai principi contabili, sono altresì da annoverarsi tra le spese in ricerca e sviluppo: le spese relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso. Le spese risultano dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione è assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start up innovativa;

– impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale;

– la star up deve essere titolare o depositario o licenziatario di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il registro pubblico spese all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

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