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Più facile ottenere la blu card europea

Semplificazione in arrivo per la «Blue card UE». Per ottenerla sarà sufficiente il possesso di un contratto di lavoro di 6 mesi (va bene anche la sola offerta vincolante) al posto degli attuali 12. Inoltre, chi beneficia di protezione internazionale, come i rifugiati, potrà richiederla anche in paesi diversi da quello in cui ha ricevuto asilo o altra protezione. A stabilirlo è un accordo di revisione della direttiva 2009/50/CE, approvato dal parlamento Ue. Una volta approvato anche dal consiglio Ue e pubblicato sulla GUCE, gli stati avranno due anni di tempo per adeguare le norme nazionali.

La «Carta blu UE». È un particolare permesso di soggiorno, rilasciato allo straniero altamente qualificato dopo la stipula del contratto di soggiorno per lavoro. Ha durata biennale, se il rapporto di lavoro è a tempo indeterminato; la durata è pari al rapporto di lavoro più altri tre mesi, se è a termine. In base alle vigenti norme, la carta blu si ottiene se l’interessato svolge attività lavorativa retribuita per conto di altra persona, fisica o giuridica, e se è anche in possesso del titolo d’istruzione superiore rilasciato a conclusione di un percorso formativo di almeno tre anni. Al titolare di carta blu può essere riconosciuto lo status di «soggiornante di lungo periodo» (con rilascio di relativo «permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo») a condizione di aver soggiornato legalmente e ininterrottamente per 5 anni in UE ed essere in possesso, in Italia, da due anni almeno, di un permesso carta blu.

Riforma per semplificare. La direttiva sulla carta blu, in vigore da fine 2009, non ha avuto molto successo: in tutto, nel 2019 (10 anni dopo), ne sono state rilasciate 36.806 (si veda tabella). L’Ue, pertanto, ha programmato una mini-riforma per fissare criteri meno stringenti per i richiedenti e i datori di lavoro. In base alle nuove regole, i richiedenti dovranno presentare un contratto di lavoro o un’offerta vincolante di lavoro di almeno sei mesi, oltre alla prova di qualifiche superiori o di competenze professionali (attualmente è richiesto un contratto o un’offerta di 12 mesi). Anche la soglia salariale è ridotta da un minimo del 100% fino a un massimo del 160% del salario medio annuo lordo del paese UE di occupazione (rispetto all’attuale 150%, senza limiti minimi e massimi). I beneficiari di protezione internazionale, come i rifugiati, potranno richiedere una carta blu in paesi diversi da quello in cui hanno ricevuto l’asilo o di un altro status di protezione. Ancora, sarà possibile attestare, attraverso la prova di un’esperienza lavorativa pertinente, alcuni tipi di qualifiche professionali, come quelle relative al settore delle tecnologie dell’informazione e comunicazione. Infine, i titolari di carta blu potranno trasferirsi in altro paese Ue dopo 12 mesi trascorsi nel paese di emissione; si potranno ricongiungere ai familiari molto più rapidamente e avranno più facilità d’accesso al mercato del lavoro.

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