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Più facile la crescita per S&P 500 e Nasdaq

di Alessandro Chini e Alessandro Magagnoli

A conti fatti il quadro macro degli Stati Uniti è incoraggiante e soprattutto meno depresso rispetto alle aspettative dei mercati.
Anche gli investitori, intimoriti dalle tensioni e dai rischi di recessione che gravano sulla zona euro, sembrano apprezzare la relativa stabilità del mercato americano, come dimostra il sostenuto livello della domanda per titoli del Tesoro Usa. Allo stesso modo la Borsa Usa non è stata colpita come quella europea dalle vendite. Le differenze sono macroscopiche: l'indice S&P500, rappresentativo delle maggiori aziende statunitensi, è attualmente al di sotto dei propri massimi storici, toccati a ottobre 2007 a 1.576 punti, del 20% circa, mentre nel caso dell'Eurostoxx 50 le quotazioni si trovano al momento al di sotto dei record relativi del 2007 a 4.572 (il massimo storico è stato toccato nel marzo 2000) del 50% circa.
La maggiore capacità di opporsi alle correnti di vendita evidenziata dallo S&P500 non implica necessariamente che il suo sia un destino tutto di rialzi, tuttavia è abbastanza probabile che se le Borse troveranno nella loro globalità la forza per salire quella Usa lo farà in modo più ampio di quelle europee. Ecco quindi che per l'investitore nostrano una strategia che preveda interessi anche sull'altra sponda dell'Atlantico appare sensata. Sarebbe il superamento di area 1.300 punti a inviare un segnale favorevole all'investimento in azioni Usa o su strumenti collegati all'indice come ad esempio gli Etf che hanno come benchmark proprio lo S&P500.
Il quadro grafico dell'indice tecnologico Nasdaq, altro paniere al quale fanno riferimento molti tra gli strumenti di investimento più graditi ai risparmiatori, è in questa fase molto simile a quello dello S&P500. La violazione di area 2.350 aprirebbe la strada a ribassi verso area 1.650, mentre il superamento dei 2.750 punti allontanerebbe il rischio di nuovi cali favorendo il raggiungimento del lato alto del canale crescente che contiene l'andamento dei prezzi dal marzo 2009, passante attualmente in area 3.200. Per chi volesse investire direttamente in azioni Usa il suggerimento è di concentrare l'attenzione sulle aziende maggiormente rappresentative del proprio settore, quei "big" che in caso si realizzasse effettivamente una nuova fase di espansione economica sono forse meglio attrezzati, sia in termini di liquidità sia di rinnovata efficienza dopo le recenti ristrutturazioni, per avvantaggiarsene. Anche in questo caso vale il consiglio di attendere prudentemente il superamento delle resistenze critiche indicate per gli indici S&P500 e Nasdaq prima di intervenire al rialzo, in modo da evitare il rischio di rimanere imprigionati in una fase calante. I nomi sono Exxon, Google, Apple, Microsoft, General Electric, Wal Mart, Coca Cola, Cisco System, 3m e Verizon.

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