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Più facile il recupero dei crediti

di Debora Alberici 

Più facile per le aziende recuperare i crediti vantati nei confronti delle amministrazioni locali. Infatti, l'impignorabilità dei soldi del comune, per esempio perché riservati al pagamento del personale, non può essere disposta dal giudice senza una consulenza tecnica d'ufficio sul bilancio dell'ente locale. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 4820 del 26 aprile 2012, ha accolto alcuni motivi chiave del ricorso presentato da un'azienda che, alla domanda di soddisfacimento del suo credito nei confronti del Comune di Napoli, si era vista opporre dal giudice e senza consulenza l'impignorabilità dei soldi dell'ente locale per spese di personale.

Dopo una lunghissima motivazione con la quale il Collegio di legittimità ha respinto tutte le doglianze con le quali si erano paventati dubbi di legittimità costituzionale concernenti le norme che dispongono l'impignorabilità delle sostanze comunali, la terza sezione civile ha affermato che «dinanzi ai sospetti di inoperatività dell'impignorabilità, ben poteva darsi il caso di una consulenza tecnica di ufficio percipiente, essendo evidente l'inaccessibilità, da parte del singolo creditore, alla complessa contabilità di un ente complesso come il comune (e, per le sue titaniche dimensioni, come quello di Napoli) e quindi la sua impossibilità di provare altrimenti le circostanze dedotte, a prescindere da chi poi ne avesse in concreto l'onere: e salvo solo il principio della necessaria anticipazione dei costi degli atti processuali in corso di causa, con valutazione peraltro rimessa al giudice istruttore della stessa e impregiudicata la finale regolamentazione del carico delle spese di lite».

Quindi, tanto più l'ente locale è grande quanto più il giudice dell'esecuzione dovrà disporre una consulenza tecnica d'ufficio per stabilire se davvero le somme dichiarate con atto unilaterale impignorabili siano tali. Fra l'altro, il fatto che l'impresa abbia dato ampia dimostrazione del suo credito, con prove documentali e orali, «di certo», concludono i Supremi giudici, «non elide il corrispondente onere del comune, il quale non può essere assolto mediante uno dei suoi uffici operando anche per le pubbliche amministrazioni il principio generale del processo civile».

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