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Più europeisti dopo la Brexit. Italia esclusa

Dopo il referendum sull’uscita del Regno Unito dalla Ue, in molti Paesi — Gran Bretagna compresa — il sentimento europeista ha ripreso vigore, dopo anni di disaffezione dell’opinione pubblica. Ma due Stati fanno in parte eccezione: la Grecia, e l’Italia.

Il Pew Research Center, centro studi di Washington, ha diffuso ieri sera una ricerca intitolata «Dopo la Brexit gli europei sono più favorevoli alla Ue». Il sondaggio è stato condotto su un campione di 9.935 persone in Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito, dal 2 marzo al 17 aprile 2017, quindi quasi un anno dopo il referendum britannico. Questi 10 Paesi rappresentano all’incirca l’80 per cento della popolazione e l’84% dell’economia Ue.

Nell’ultimo anno, l’opinione nei confronti dell’Unione europea è migliorata in quasi tutti i Paesi, ed è maggioritaria ovunque tranne in Grecia. I più favorevoli alla Ue sono i cittadini di Polonia (74%), Germania (68), Ungheria (67), Svezia (65), Olanda (64), Spagna (62), Francia (56) e anche Regno Unito (54), dove sembra farsi strada una forma di pentimento dopo la vittoria del «Leave». L’unico Paese in cui l’opinione favorevole aumenta, sì, ma resta minoritaria è la Grecia, con il 33%.

Ma al contrario, il solo Paese dove l’opinione favorevole resta maggioritaria — 56% — ma in diminuzione, è l’Italia.

In tutta la ricerca, il nostro Paese sembra seguire più la tendenza della Grecia — tuttora immersa in una crisi economica spaventosa — che degli altri Paesi, sia del Nord sia del Sud dell’Europa.

Solo in Grecia e in Italia oltre un terzo dei cittadini — il 35% — pensano che il loro Paese dovrebbe uscire dall’Unione europea, e in entrambi Paesi il 57% vorrebbe che si tenesse un referendum sull’appar-tenenza alla Ue. Il valore mediano di chi sostiene l’uscita dalla Ue, considerando i 10 Paesi studiati, si ferma invece al 18%.

La visione nei confronti dell’Unione europea non sempre coincide esattamente con quella del partito di riferimento. Il Movimento Cinque Stelle è definito nello studio come una formazione euroscettica, ma la ricerca sottolinea che il 61% dei suoi sostenitori hanno una buona opinione dell’Europa. In Italia esiste comunque una ripartizione secondo la tradizionale categoria destra-sinistra: gli elettori di destra che vogliono uscire dalla Ue sono il 56%, il doppio di quelli di sinistra (23%).

Se in Grecia la fiducia nell’economia è rimasta stabile a livelli bassissimi, nell’ultimo anno c’è un solo Paese dove è diminuita la percentuale di quanti pensano che la situazione economica sia buona: è l’Italia, dove è diminuita di 18 punti passando da 33 a 15.

Stefano Montefiori

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