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Più dividendi per Enel

di Roberto Bagnoli

LONDRA — Aumentano i ricavi a 73,377 miliardi (+14%), diminuisce l’indebitamento a 44,924 (-11,7%), in flessione il risultato netto consolidato del gruppo (-21%) ma l’utile ordinario cresce del 5%a 4,405 miliardi in grado di aumentare i dividendi (+12%, la cedola passa a 28 centesimi compresi i dieci anticipati a novembre), dei quali 800 milioni circa come cedola che incasserà il ministero del Tesoro. La squadra di comando di Enel illustra agli analisti della City i risultati 2010 approvati dal consiglio e il piano industriale 2011-2015 che prevede investimenti complessivi per 31 miliardi e un aumento dell’Ebitda (il margine lordo) dagli attuali 17,4 a 20 miliardi. Il bilancio 2010 è anche quello che consolida definitivamente l’acquisizione della spagnola Endesa che molti hanno giudicato un boccone troppo grosso e che invece ha contribuito a trasformare Enel nella seconda compagnia energetica europea alle spalle della francese Edf. L’amministratore delegato Fulvio Conti si presenta con questa pagella di tutto rispetto alla scadenza del mandato ed è difficile immaginare una non riconferma. L’ombra della tragedia nucleare giapponese condiziona parte delle domande degli analisti sugli assetti strategici futuri di Enel, protagonista, insieme a Edf, del ritorno all’atomo in Italia. «Quello che è successo in Giappone non avrà conseguenze sul nostro piano di investimenti» , ha detto Conti precisando che il nucleare «contribuisce per 900 milioni l’anno sull’Ebitda, una quota importante, ma non decisiva» . Naturalmente lo scenario è impossibile per ora da definire. Il manager è comunque pronto a qualsiasi decisione. «Spero di no, ma se vincerà il referendum faremo quello che abbiamo fatto nel 1987, ci rimboccheremo le maniche e punteremo su altre cose, come il carbone» . Per ora si concentra sui risultati che «ancora una volta sono stati migliori di quelli attesi dal mercato e ci consentono di garantire rendimenti in salita per i nostri azionisti» . Nel piano industriale l’utile netto dovrebbe passare nel 2015 a 5,8 miliardi. Buone le prospettive anche per Enel Green Power, la divisione verde andata in Borsa alla fine del 2010, dove si conferma un pay out (rapporto tra utile netto e dividendo) «pari ad almeno il 30%» . Il numero uno Francesco Starace non prevede rallentamenti anche se «il taglio degli incentivi alle rinnovabili dovesse seguire la scelta della Germania con il -20%ai grandi impianti e -10%ai piccoli» .

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