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Più di mille marchi al Padiglione food

Giochi fatti per il Padiglione del food di Expo 2015. Nei sei mesi dell’Esposizione saranno presenti 200 aziende (comprese i Consorzi o le collettive valutati come singoli partecipanti) con mille marchi sui 5mila mq disponibili. Le prenotazioni degli spazi sono arrivate al 90% della disponibilità e anche il break even della società organizzatrice, Federalimentare4Expo, è quasi centrato. Expo non è una fiera ma c’è un’indubbia componente business: infatti il Padiglione dell’alimentare sarà meta di milioni di visitatori ma anche di 2mila operatori professionali, con appuntamenti già pianificati da maggio a ottobre. Questi dati sono stati comunicati ieri nel corso della presentazione di “Cibus è Italia – Il padiglione Expo Federalimentare”. Il tempio del food tricolore, collocato di fronte all’ingresso Est di Expo, sarà una delle strutture più grandi e si svilupperà su due piani espositivi più una terrazza per incontri ed eventi. Il padiglione è stato realizzato da Federalimentare4Expo, società controllata pariteticamente da Federalimentare e Fiere di Parma, con un forte contributo del ministero delle Politiche agricole.
«Con Expo – ha detto ieri il ministro Maurizio Martina – vogliamo portare all’attenzione del mondo la forza del made in Italy, sfruttando l’enorme potenziale che abbiamo ancora da esprimere».
«A Expo – ha detto Filippo Ferrua, presidente di Federalimentare – si presenteranno le più prestigiose produzioni industriali, che non sono soltanto prodotti, ma anche storie di uomini e di idee. Con il padiglione corporate Federalimentare porta concretamente le imprese italiane all’interno di Expo per divulgare la loro immagine nel mondo e sviluppare il business sui mercati esteri».
Il peso dell’export sul fatturato dell’alimentare è quasi raddoppiato in un decennio, passando dal 13% del 2003 al 20% dell’anno scorso, per un valore di 33 miliardi di euro, compensando, in parte, l’effetto della contrazione dei consumi interni (-14 punti dal 2007). Da un paio d’anni però la corsa dell’export rallenta e quest’anno la crescita potrebbe limitarsi al 2 per cento.
«Il costo dell’operazione Expo è di 15 milioni – commenta Franco Boni, amministratore unico di Cibus è Italia – e, al momento, ci mancano 1,5-2 milioni per raggiungere il break even. Ora possiamo anche selezionare le adesioni, privilegiando quei settori che non sono rappresentati al 100%».
Tra le adesioni pervenute ci sono anche i Consorzi del Parmigiano, il consorzio del prosciutto di Parma, Italia del gusto. Alle aziende un singolo modulo per 6 mesi costa 30mila euro, ma il secondo scende a 25mila e con il terzo il costo tale arriva a 80mila euro. Al padiglione si affiancherà una piattaforma online, sviluppata in
collaborazione con eBay, per consentire ai visitatori di
acquistare i prodotti esposti durante e dopo Expo. Il padiglione “Cibus è Italia” è suddiviso in 15 zone tematiche: latte e formaggi, carne bovina, riso, pasta, dolci & snack, pomodoro e vegetali, design&comunicazione, carni suine e salumi, aceti e condimenti, olio, tecnologie di produzione sostenibili, bere italiano, filiera avicola, nutriceutica, territori.
Quale lo stato di avanzamento nella costruzione del padiglione del food? «Devono completare gli interni – risponde Boni – e ci fanno entrare con il contagocce. Ma siamo avanti con gli assemblaggi e non abbiamo nessun timore per la “tempistica”».

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