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«Più credito e meno tasse»

BRUXELLES. Dal nostro inviato
Sostegno alle imprese, maggior peso all’industria, interventi sul credito. Giorgio Squinzi vola a Bruxelles, per la prima volta dopo l’elezione al vertice di Confindustria, e indica alla Commissione le priorità degli imprenditori italiani, mai come oggi in affanno nell’affrontare «la peggior crisi continentale dal dopoguerra».
E il messaggio di Squinzi, il grido di allarme delle imprese, trova già una prima risposta nelle parole del vicepresidente Ue Antonio Tajani che esclude il temuto inasprimento delle regole sul controllo delle emissioni. «Voglio rassicurare l’industria – spiega Tajani – soluzioni punitive che portino costi eccessivi sono un handicap per le imprese, andare oltre i target 20-20-20 in assenza di un accordo globale sarebbe controproducente».
Temi affrontati nel corso della conferenza dal titolo eloquente “Missione Crescita”, preceduta da un breve incontro tra Squinzi e il presidente della Commissione Ue Barroso. E la crescita, ricorda Squinzi, così come la creazione di nuovi posti di lavoro, si può ottenere solo dando centralità all’industria e alla manifattura, uniche aree in grado di garantire uno sviluppo sostenibile. Le azioni da adottare riguardano per Squinzi gli incentivi all’innovazione, il contenimento dei prezzi dell’energia, il rilancio delle infrastrutture. Ma soprattutto, e in via prioritaria, i finanziamenti all’economia. «La Commissione – spiega – deve sostenere il credito per le aziende, in un momento in cui le banche sono spesso reticenti a prestare denaro e i messaggi che arrivano dai regolatori Ue non aiutano. Apprezziamo lo schema finanziario 2014-2020, ma il 2014 potrebbe essere troppo tardi per migliaia di aziende e posti di lavoro». Per agire in modo efficace – spiega Squinzi, che ribadisce di essere europeista convinto e di non voler neppure pensare a una Grecia fuori dall’euro – servono però un’Europa integrata che eviti politiche contraddittorie e regolamenti eccessivi, una Banca centrale con maggiori poteri, leggi e procedure più semplici. Gli esiti dell’ultimo summit europeo sono stati deludenti e Confindustria auspica che il Consiglio di giugno assuma decisioni concrete e ponga gli stimoli agli investimenti in cima all’agenda. «È urgente un piano d’azione per una nuova politica industriale – aggiunge Squinzi – in grado di aiutare la transizione verso un’economia più competitiva e sostenibile». Di fronte alle richieste delle imprese, Bruxelles prova ad accelerare e ieri dal presidente Barroso è arrivata una prima apertura sulla Golden Rule (si veda altro articolo in pagina). Per ora solo intenzioni, anche se nelle parole di Barroso e Tajani vi è il costante richiamo all’impossibilità di avere stabilità in Europa senza crescita. Se il quadro europeo non è esaltante – ricorda Squinzi – in Italia abbiamo i problemi più gravi, «perché il nostro è uno dei Paesi dove il Pil rallenta più vistosamente e dove è anche più difficile fare business». Servono quindi un rilancio dei consumi e un taglio della spesa improduttiva «utilizzando il “tesoretto” della spending review per ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie».
Sul fronte delle relazioni industriali il leader di Confindustria conferma che l’incontro con i leader dei sindacati nazionali avverrà a breve. «Avremo senz’altro – afferma Squinzi – l’opportunità e la necessità di incontrarci nei prossimi giorni, al più presto possibile». Lunedì primo semaforo verde da Susanna Camusso, ieri altra apertura dal leader Cisl. «Un fatto importante – commenta Raffaele Bonanni –, sulla richiesta di una politica fiscale più amica dei lavoratori, dei pensionati e delle imprese che investono troveremo senz’altro una collaborazione forte con gli imprenditori».

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