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Più controllo Ue sui bilanci nazionali

Il coordinamento delle politiche economiche nella zona euro è destinato a compiere un passo avanti. Parlamento e Consiglio hanno trovato ieri un accordo su un rafforzamento del Patto di Stabilità che consentirà tra le altre cose alla Commissione di valutare ex ante i bilanci nazionali. Il Parlamento avrebbe voluto che il pacchetto prevedesse anche un fondo di riscatto dei debiti pubblici. I Paesi si sono opposti, ma c’è l’impegno della Commissione di preparare uno studio di fattibilità.
L’intesa è giunta dopo lunghi mesi di negoziato: i due testi legislativi – noti come Two-pack – sono stati presentati dall’esecutivo comunitario alla fine del 2011. Il Commissario agli Affari monetari Olli Rehn ha parlato ieri di «passo avanti notevole» nel rafforzare l’assetto istituzionale dell’unione monetaria, già reso più solido dal recente Patto di bilancio (o Fiscal Compact). L’obiettivo è di evitare il ripetersi della crisi del debito che colpisce alcuni Paesi da ormai tre anni.
I due regolamenti saranno approvati dal Parlamento in marzo e poi dai governi, entrando in vigore subito dopo. Il two-pack stabilisce che i governi dovranno presentare la loro finanziaria all’Eurogruppo e alla Commissione entro il 15 ottobre. Se il progetto di bilancio non rispetta il Patto di Stabilità o le raccomandazioni delle autorità comunitarie, la Commissione potrà chiedere modifiche. Se queste fossero disattese, il Paese potrebbe subire la procedura di deficit eccessivo che prevede controlli ancor più stringenti.
«Se queste regole fossero esistite due anni fa avremmo evitato i problemi che oggi alcuni Paesi devono affrontare e che stanno minacciando l’insieme della zona euro», ha detto ieri il neogollista francese Jean-Paul Gauzès. L’idea centrale del Two-pack «è che la sostenibilità delle finanze pubbliche dipende da come il bilancio è concepito – ha aggiunto la liberale francese Sylvie Goulard –. Il mancato rispetto della Francia del criterio del deficit a causa di previsioni troppo ottimistiche ne è un esempio palese».
Nelle trattative, il Parlamento e il Consiglio hanno rivisto il testo originale. I poteri della Commissione non cambiano, ma l’esecutivo comunitario dovrà rendere conto ai deputati e ai governi con maggiore regolarità. «Abbiamo cercato un equilibrio tra la necessaria vigilanza dell’Europa e il ruolo dei Parlamenti nazionali», ha commentato il rappresentante irlandese Rory Montgomery, che in queste ultime settimane di negoziato ha rappresentato i 27.
Il Parlamento ha insistito perché nell’analizzare le finanziarie la Commissione preservi la spesa per investimenti. «Nei Paesi chiamati a tagli sostanziosi, gli sforzi non devono minacciare gli investimenti nell’istruzione e nella sanità, soprattutto nei paesi in grave difficoltà finanziaria», si legge in un comunicato. Ciò detto, la Commissione potrà chiedere cambiamenti di politica economica o chiedere misure straordinarie (come stress-test bancari) quando a rischio è la stabilità finanziaria.
Se le trattative su questo pacchetto legislativo sono durate così a lungo è anche perché il Parlamento ha tentato di inserire l’idea di un fondo di riscatto del debito (che raccogliesse i debiti nazionali oltre il 60% del Pil). All’ipotesi si sono opposti vari Paesi, preoccupati da una mutualizzazione dei debiti senza un sufficiente controllo dal centro delle politiche nazionali. Il compromesso raggiunto prevede che la Commissione presenti entro il marzo 2014 uno studio di fattibilità. Sulla base del rapporto, presenterà eventuali proposte legislative prima della fine del suo mandato, prevista nel 2014.
Nel commentare l’accordo, Rehn ha ribadito ieri che una mutualizzazione dei debiti «deve essere associata a una maggiore disciplina di bilancio e integrazione» di politica economica. Le nuove regole sono il riflesso di un crescente controllo sulle politiche nazionali da parte di Bruxelles. Nel contempo giungono in un momento in cui la Commissione sta valutando con maggiore flessibilità l’andamento dei deficit pubblici dei vari Stati membri, a causa della drammatica congiuntura.

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