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Più controlli sui prodotti alimentari

Olio d’oliva razionato e miele con contagocce: il made in Italy tira le somme di un’annata agricola disastrosa per i raccolti e i bilanci aziendali. Uno scenario reso più cupo dai danni indotti dall’embargo russo e dalla svalutazione del rublo (1,2 miliardi) ma anche dal pericolo, sempre dietro l’angolo, di contraffazioni del made in Italy e di frodi alimentari. Per questo il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, nel corso dell’assemblea della Coldiretti che si è riunita ieri a Roma ha lanciato l’operazione «Natale sicuro». Saranno rafforzati i controlli sull’intera filiera, dai panettoni ai prodotti ittici, con il duplice obiettivo di garantire la sicurezza sulle tavole ed evitare di impoverire ulteriormente i già magri bilanci degli imprenditori nel momento clou degli acquisti. «Stiamo lavorando – ha detto Martina – per garantire qualità e sicurezza alimentare ai consumatori in vista delle prossime ricorrenze ma già quest’anno sono stati effettuati sulla filiera agroalimentare 100mila controlli con prodotti sequestrati per un valore di oltre 40 milioni».
Insomma, il made in Italy è sicuro ma la minaccia di frodi a tavola è sempre in agguato e «ci stiamo impegnando a 360 gradi – ha assicurato il ministro – per contrastarla». La posta in gioco è alta. Per la prima volta dall’inizio della crisi, infatti, secondo l’analisi Coldiretti/Ixè, l’agroalimentare sorpassa i regali e diventa la voce più pesante del budget che le famiglie italiane destineranno alle feste di fine anno, con una spesa di 4,1 miliardi. «Acquistare prodotti italiani in un difficile momento di crisi – ha rilevato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo – significa anche sostenere il lavoro, l’economia e il territorio. L’agricoltura e l’alimentazione possono offrire un grande contributo a una ripresa sostenibile e duratura». Secondo le stime Coldiretti le scorte di extravergine saranno esaurite entro i primi sei mesi del 2015 per effetto del crollo dei raccolti che ha coinvolto, in realtà, tutti i prodotti base della dieta mediterranea. Il conto è pesante per agrumi (-25%) e vino (-15%) mentre il pomodoro da conserva è stato salvato solo dal forte aumento delle superfici coltivate. «Con il crollo dei raccolti nazionali – ha aggiunto Moncalvo – aumenta il rischio di portare in tavola prodotti spacciati per made in Italy ma provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità». Secondo Coldiretti, infatti, nonostante le nuove etichette in vigore dal 13 dicembre scorso, oltre la metà della spesa resta anonima.

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