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Più controlli e un database il pugno di ferro di Obama contro la lobby del fucile

NEW YORK — Barack Obama sfida i mercanti di morte: un decreto per fermare l’orrore delle armi, un “atto unilaterale” che la Casa Bianca è pronta a sfoderare da oggi di fronte all’inerzia colpevole del Congresso, almeno 19 ordinanze che il presidente può utilizzare per colmare i vuoti della legge più permissiva del mondo. Più controlli per chi acquista fucili e pistole. Misure più dure contro chi falsifica i precedenti o compra armi illegalmente. L’obbligo di segnalare — dall’Fbi alle agenzie statali — i nomi di chi viene bocciato per motivi mentali. Nuovi limiti all’importazione di armi dall’estero. Un database pubblico sugli effetti della violenza. Un’iniziativa senza precedenti accompagnata naturalmente dalla raccomandazione a Camera e Senato di muoversi subito su tre importanti direttive: bandire le armi d’assalto, limitare la capacità di acquisto di munizioni, obbligo di controlli universali e non più divisi tra stato e stato. Qui Obama non può arrivarci per decreto: ci vuole una legge e la legge deve passare dal Congresso. Ma come? Ma quando?
Sì, le mamme marciano sotto la neve di Danbury, un quarto d’ora da Newtown, il paese delle strage dei venti bambini, per protestare
contro Walmart, il supermercato più grande d’America, che con un tempismo straordinario e un pochino sospetto proprio ora risponde alla campagna lanciata da Michelle Obama e promette di assumere mille veterani: basta vendere armi, chiedono i genitori in marcia, basta arricchirsi mettendo a rischio la vita dei nostri figli. Sì, l’ennesimo sondaggio firmato dalla tv Abc e dal Washington Postsostiene che il 76 per cento degli americani vuole più controlli: è più di quattro su cinque. Ma figuriamoci: la potentissima Nra, la National Rifle Association, ha già schierato i suoi lobbisti carichi di miliardi per fermare tutto. Dopo Sandy Hook il Comandante in Capo l’aveva promesso in lacrime: non possiamo lasciare morire così i nostri figli, entro fine gennaio voglio vedere delle proposte. E ieri la task force affidata al suo vice Joe Biden ha consegnato le raccomandazioni che già oggi Barack svelerà in un vero e proprio evento alla Casa Bianca, circondato dai tanti bambini che in questi giorni gli hanno scritto «per chiedergli di intervenire». Ma la commissione Biden non ha fatto che misurarsi con le difficoltà che una nuova legge troverebbe al Congresso: e le raccomandazioni sono diventate così un invito al presidente ad agire. Da solo.
Non è la prima volta che il presidente ricorre al suo potere discrezionale. L’ultimo scarto c’è stato sull’immigrazione. Di fronte alla latitanza del Congresso, incapace di approvare il Dream Act che permetterebbe la regolarizzazione dei figli dei clandestini già a scuola o al lavoro negli Usa, con una mossa anche elettoralmente felice Obama ha promosso per decreto il suo mini-Dream Act: regolarizzando a tempo (due anni) fino a 1.2 milioni di ragazzi. Certo il decreto-armi ora non potrà avere lo stesso effetto di una legge: ma che altro si può fare quando perfino Harry Reid, il capo del Senato in mano ai democratici, che viene dell’Arizona ed è lui stesso pro-armi, mostra tutto il suo scetticismo? Il punto della discordia è soprattutto il bando delle armi d’assalto deciso da Bill Clinton nel 1994 e scaduto dieci anni dopo: permettendo vendita e possesso di quelle macchine infernali come l’AR-15, la mitraglietta da guerra usata nelle ultime stragi — compresa quella di Newtown. Barack ha già detto di sostenere il bando: ma la proposta di legge della senatrice Dianne Feinsten è considerata un “suicidio politico” perfino dai suoi stessi colleghi democratici.
That’s America.
Ok, ci sono stati all’avanguardia come New York, dove il governatore Andy Cuomo è riuscito a far passare la legge più restrittiva d’America (soprattutto sulle armi d’assalto e sui controlli sulla sanità mentale) giusto un mese dopo Newtown: quasi nel nome delle piccole vittime. Ma sempre in queste ore la lobby della armi ha lanciato l’aggiornamento della sua app “educativa” per iPhone e iPad: dove per allenarsi gli aspiranti pistoleri possono sparare sulle bare virtuali che scorrono sullo schermo. Un gioco per tutti: la NRA lo sconsiglia giusto ai minori di 4 anni. Le vittime più piccole di Newton ne avevano 6: per i mercanti di morte non è mai troppo presto.

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