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Più compravendite immobiliari. A marzo sono aumentate del 20%

ROMA L’abolizione della Tasi «che si manifesterà visibilmente per la sua assenza tra qualche giorno nelle tasche degli italiani », ricorda il ministro Padoan, e il nutrito pacchetto di sgravi e bonus sul mattone sembrano dare una scossa positiva al mercato immobiliare e in generale all’economia: nel primo trimestre di quest’anno le compravendite di abitazioni sono aumentate del 20% rispetto allo stesso periodo del 2015. Lo rivela Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, nel corso dell’incontro al ministero dell’Economia per fare il punto sulle misure per il comparto dell’abitare varate nell’ultima legge di Stabilità.

Se aumenta il numero di immobili che hanno cambiato proprietario, anche le erogazioni di mutui fanno registrare una netta impennata: secondo i dati della Banca d’Italia, lo scorso anno le nuove concessioni di finanziamenti sono di fatto raddoppiate rispetto al 2014, passando da 31,8 miliardi a 62,1 (con una crescita del 95%). «Le misure sulla casa hanno una triplice valenza di policy — spiega il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan —. Il sostegno alle famiglie (81% è proprietaria di una abitazione), la ripresa del settore edilizio e della filiera produttiva del settore e il moltiplicarsi delle opportunità di accesso al credito. Lungo queste direttive proseguirà l’azione di governo». Per aiutare i contribuenti è attivo e periodicamente aggiornato il sito www.casa.governo.it.

Tra i provvedimenti le detrazioni fiscali a favore del mattone hanno interessato, secondo le dichiarazioni dei redditi 2015, circa 11 milioni di cittadini per un ammontare di 5,8 miliardi: il bonus è stato impiegato durante il 2014 per ristrutturazioni, efficientamento energetico, ma anche per acquisto di mobili e canoni di locazione. Così gli italiani hanno speso 16 miliardi. Inoltre sono 9.245 le domande pervenute e 7.500 quelle accolte dal gennaio 2015 per il Fondo di garanzia mutui per l’acquisto della prima casa attivato dal Mef.

Non ci sono, però, solo luci: dal maggio 2013 a fine maggio di quest’anno, sono state oltre 35 mila le famiglie in difficoltà che hanno beneficiato della sospensione temporanea (fino a un massimo di 18 mesi) del pagamento del mutuo per l’acquisto della prima casa: in pratica, servendosi del fondo di solidarietà creato dal governo, non hanno dovuto tirare fuori oltre 3 miliardi di euro. Se il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, sostiene che «è emersa una scarsa conoscenza delle misure da parte delle famiglie», Gerardo Longobardi, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, chiede «una razionalizzazione degli incentivi e una semplificazione normativa, magari anche attraverso una local tax». Tecnocasa e Confesercenti auspicano, invece, «un piano di alleggerimento fiscale per gli immobili strumentali, estendendo anche alle attività commerciali la possibilità di usufruire del canone concordato con cedolare secca».

Francesco Di Frischia

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