Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Più bond bancari che titoli pubblici nel risparmio italiano

Non si fidano dei consulenti finanziari, non chiedono assistenza specializzata e soprattutto non sono disposti a pagarla, e anche quando si rivolgono a un intermediario spesso preferiscono seguire i consigli di amici, parenti e colleghi. Non sanno praticamente nulla dei mercati finanziari, temono il rischio ma poi lo identificano con i rendimenti dei titoli di Stato. Eppure quando possono investono: dal rapporto della Consob “Fiducia, investimenti e crescita” emerge che la metà delle famiglie italiane possiede almeno un prodotto finanziario, una quota non troppo lontana dal 55% del 2007, prima della crisi. In questi anni però sono cambiate le scelte: innanzitutto la preferenza va alla liquidità, con i depositi bancari e postali, l’incidenza di queste due tipologie di strumenti è passata dal 38% di otto anni fa al 52% nel 2015. Per il resto, i titoli di Stato hanno perso il primato a favore delle obbligazioni bancarie, il prodotto finanziario più diffuso alla fine del 2015. In calo anche gli investimenti in fondi, le azioni di società quotate italiane e le obbligazioni non bancarie. Mentre avanzano ma con percentuali ancora molto basse gli acquisti in azioni di società non quotate e derivati.
Del resto a frenare gli investimenti certo c’è il timore di incorrere in perdite in conto capitale (20% degli intervistati) unito alla mancanza di fiducia negli intermediari (10%), ma molto più spesso il vero limite è la mancanza di denaro (60%), unito alla scarsa disponibilità: la prima risposta alla domanda sul perché non si utilizza la consulenza finanziaria è «non ne ho bisogno perché investo piccole somme». Quando però la possibilità economica c’è, prevale il passaparola: il 38% si affida ai suggerimenti di familiari e amici, il 24% decide in autonomia, solo un modesto 10% delega la decisione a un esperto, da sommare a un 28% che decide per proprio conto, ma dopo aver consultato un esperto. In genere maggiore è la conoscenza dell’economia e della finanza, e più si tende a chiedere la consulenza di un esperto. Ma solo il 40% degli intervistati conosce concetti base come quello di inflazione o di rapporto tra rischio e rendimento, mentre il 20% dichiara di non avere familiarità con alcuno strumento finanziario.
Rosaria Amato
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa