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Più asset management nel Leone

di Riccardo Sabbatini

L'asset management diviene sempre più strategico nel business delle Generali. Nel 2010 la compagnia del Leone ha ricavato in quel segmento profitti operativi per 354 milioni pari a circa il 10% del totale. In confronto alla percentuale di compagnie come Axa ed Allianz (20-25%) i numeri sono ancora modesti ma stanno cambiando rapidamente. «Per i prossimi anni la nostra stima è quella di accrescere al ritmo del 25% l'anno i profitti operativi nell'asset management trainati dalle aree di maggiore crescita del pianeta, l'Asia ed anche la Russia». Il Group Ceo di Generali, Giovanni Perissinotto prende spunto dall'assemblea annuale di Banca Generali – l'unità del gruppo nel risparmio gestito che ha chiuso il 2010 con utili di 82 milioni (+30%) e conta di raggiungere la "cifra tonda" nel 2011 – per fare il punto a "Il Sole 24 Ore" su un ramo di attività sempre più profittevole e dinamico nel bilancio della compagnia.

I risultati sono lusinghieri. Il gruppo italiano, operando attraverso la sede di Singapore di Bsi (Banca della Svizzera italiana), ha preso posizione nel mercato asiatico del private equity. In poco più di un anno 250 private bankers hanno raccolto 9 miliardi di dollari. L'obiettivo iniziale era quello di raggiungere i 15 mld di dollari entro il 2013 ma «visti i risultati fin qui raggiunti – aggiunge Perissinotto – si sta studiando di porre target sempre più ambiziosi». Intanto Bsi – aggiunge Perissinotto – è in attesa di ricevere un'altra licenza anche ad Hong Kong.

Dietro queste cifre vi sono intere economie che continuano a crescere a tassi record e, assieme a loro, una nuova classe di persone agiate le cui esigenze di investimento i grandi operatori internazionali si sforzano di intercettare ed assecondare. In Cina Generali ha acquisito (2009) anche il 30% di Guotai società di asset management cui a quel tempo facevano capo asset in gestione per 5miliardi. «Ci piacerebbe aumentare al 50% la nostra partecipazione – spiega Perissinotto – Guotai è tra le poche società abilitate ad investire in Cina i soldi degli stranieri ed all' estero quelli dei cinesi». Generali- Guoitai stanno costituendo assieme anche una joint venture (50/50) ad Hong Kong per distribuire prodotti finanziari legati al mercato asiatico ad investitori retail ed istituzionali.

Le teste di ponte di Hong Kong e Singapore partono dal centro dell'Europa, esattamente dalla Svizzera dove nel corso degli anni il gruppo italiano ha acquisito la Bsi e la Banca del Gottardo (con un investimento totale di 2,3 miliardi), le ha integrate nella stessa Bsi e ne ha fatto il suo polo nel private banking. I passi successivi? «Il gruppo ha l'ambizione di accrescere la posizione nell'asset management non con una grande acquisizione ma aggiunte mirate di team di gestione specializzati nel settore equity. Di base preferiamo la crescita organica che crea più valore. Ogni acquisizione deve rispettare rigide valutazioni di reddittività».

Il Ceo di Generali traccia un primo bilancio del lavoro fatto. «Rispetto ai competitor – spiega – abbiamo speso meno per questo settore ma gli acquisti che abbiamo fatto, e lo sviluppo successivo che stiamo portando avanti per l'Asia e con Banca Generali, ci sta portando a una realtà di significativo rilievo».

Proprio la banca, una piattaforma aperta che distribuisce prodotti del risparmio, è l'altra stella del Leone triestino nell'asset management. Un astro che sta brillando proprio in quest'ultimo periodo. Nel corso dell'assemblea Giorgio Girelli, che ne è l'amministratore delegato fin dalla nascita (2000), ne ha riassunto i principali risultati nel 2010: asset in gestione per 24 miliardi (+6,2%), record nella raccolta netta (1,3 miliardi , +108%), forte posizione patrimoniale (tier 1 all'11%). Ed un dividendo unitario di 0,55 euro che colloca il rendimento dell'azione rispetto al prezzo di borsa intorno al 5 per cento. Anche Girelli non vede grandi acquisizioni all'orizzonte. «Il consolidamento di fabbriche prodotto non fa parte nostra strategia di crescita, perché già distribuiamo prodotti delle primarie case mondiali». Quanto a reti di distribuzione per il momento «non ci sono occasioni sul mercato da guardare».

Piuttosto, un tonico alla finanza di Generali sta giungendo dal nuovo scenario di rialzo dei tassi d'interesse. «È un fatto positivo», hanno commentato in coro Perissinotto e Girelli. Le analisi di sensitività recentemente presentate agli analisti stimano che l'aumento di un punto nella struttura dei tassi comporterebbe un incremento del 4,2 del valore intrinseco del gruppo, cioè di circa un miliardo di euro.

Infine non è mancata una battuta di Perissinotto sulle avance dell'Ad di UniCredit Federico Ghizzoni a possibili collaborazioni con Generali. «Siamo sempre pronti a guardare ad opportunità ed a discuterle ma non abbiamo discussioni in corso».

 

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