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Più acconti fiscali dalle banche per cancellare la seconda rata Imu


ROMA — Sono bastati i dubbi del ministro dell’Economia intorno alla «difficoltà» di trovare risorse per la sterilizzazione della seconda rata Imu, per scatenare un nuovo pressing delle «sentinelle anti-tasse», ma alla fine una soluzione è emersa. Il primo a reagire ieri è stato il vicepremier Alfano: «Non si pagherà, è un impegno con il Parlamento e con gli italiani», ha ribadito. Ma il «lealista » Raffaele Fitto, ancora più anti-tasse, è sembrato non fidarsi: «Non ci bastano le parole di Alfano- Letta», ha minacciato.
E dopo un lungo vertice tra Letta-Alfano-Franceschini e il sottosegretario Baretta si è trovata la soluzione: una ulteriore «spremitura» delle banche con l’appesantimento dell’acconto Ires e Irap del 2013 in modo da ricavare buona parte dei 2,4 miliardi necessari per cancellare la fatidica seconda rata Imu. «Non è una concessione al Pdl ma il rispetto di un impegno preso con il Parlamento», ha commentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini.
Del resto che la questione fosse in via di risoluzione lo indicavano anche le caute dichiarazioni degli altri componenti della compagnie governativa: «Problema complicato, si sta lavorando », aveva assicurato Delrio (Affari regionali), mentre Giovannini (Lavoro) aveva riferito che il governo stava mettendo a punto le coperture. Il premier Enrico Letta, intanto, alla riunione con i parlamentari Pd, ha detto che con la legge di Stabilità «abbiamo 3 miliardi in più da utilizzare per la crescita, cui si aggiunge il cofinanziamento, grazie al fatto di aver tenuto i conti in ordine». Letta ha anche ribadito che il cuneo fiscale può essere ridotto ulteriormente considerando che sono disponibili 5 miliardi in tre anni: «Le due strade per utilizzarli, tra cui decidere, sono: restringere la platea o dire che una riduzione forte la faremo quando ritornano risorse». Confermata anche la dismissione di quote di minoranza di società pubbliche per ridurre il debito.
Il pressing che ha portato ad una soluzione per l’Imu residua 2013 si associa a dati oggettivi che testimoniano il peso della tassa sulla casa. La Confedilizia calcola, guardando al prossimo anno, che nel caso dell’applicazione dell’aliquota massima sulla nuova Tasi (ex Imu) da parte dei Comuni il gettito salirebbe a 29 miliardi (nel 2012 fu 23,7 miliardi). Dati degni di attenzione giungono anche dal ministero dell’Economia e sono relativi a quest’anno. Nonostante l’abolizione della prima rata il gettito dell’Imu nei primi nove mesi dell’anno è salito del 32% rispetto al 2012: il motivo è che lo scorso anno l’acconto di giugno della seconda casa fu pagato al 7,6 per mille (ovvero l’aliquota base) e quest’anno a giugno invece è stato riscosso applicando le aliquote maggiorate dai Comuni, un aumento tale da annullare la cancellazione dell’acconto sulla prima casa. Alla situazione di emergenza si aggiunge anche l’allarme dei Caf che avvistano un caos di scadenze. Infine i relatori della legge di Stabilità, Santini (Pd) e d’Alì (Pdl), lavorano a nuove risorse: sarà aumenta la quota di vendita di immobili pubblici. Avranno tempo fino a sabato: la data per gli emendamenti è infatti slittata.

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