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Pirelli, via libera al riordino del debito

Via libera all’accordo sul debito Pirelli. Ieri l’assemblea degli obbligazionisti del bond emesso da Pirelli per complessivi 500 milioni di euro, in scadenza nel 2016, hanno approvato la proposta di modifica al regolamento del prestito obbligazionario. In particolare, si legge in una nota diffusa dalla Bicocca, la modifica fa riferimento alle disposizioni relative al cambio del controllo, determinatosi in seguito al trasferimento del 20,34% circa del capitale ordinario di Pirelli & C. da Camfin a Marco Polo Industrial Holding, controllata da ChemChina. Tale passaggio, infatti, avrebbe fatto automaticamente scattare l’esercizio del diritto di rimborso anticipato. Con il via libera di ieri, invece, le modifiche al regolamento consentiranno il rimborso da parte di Pirelli & C alla scadenza naturale del febbraio 2016. E il tutto avverrà attraverso risorse finanziare allo stato già disponibili e senza necessità di ricorso a credito esterno. In cambio, Pirelli corrisponderà, come pattuito, una consent fee ai bondholder.
Un nuovo tassello, dunque, va in porto nell’ambito del complesso riassetto che ridisegnerà gli assetti azionari del gruppo della Bicocca, al centro di un’offerta pubblica di acquisto che si concluderà il prossimo 13 ottobre. L’operazione in corso, infatti, ha determinato inevitabilmente riflessi anche sul debito obbligazionario del gruppo. Il cambio di partecipazione rilevante, come spesso succede sul mercato dei capitali, è una delle clausole chiave previste nelle emissioni di bond. E il prestito Pirelli, emesso nel 2011 con scadenza 2016, per un importo di 500 milioni non fa eccezione.
Diverso, invece, il caso dell’emissione dello scorso novembre e in scadenza nel 2019. Il prestito, di un importo di 600 milioni, non prevede la clausola del cambio del controllo. Ma in prospettiva, alcune delle operazioni messe in cantiere, come la fusione con Marco Polo potrebbero far scattare comunque la richiesta di rimborso anticipato. Ecco perché nei giorni scorsi Pirelli aveva chiesto agli obbligazionisti coinvolti di aggiornare il regolamento. Ma in questo caso l’assemblea non ha raggiunto il quorum deliberativo pari ad almeno i tre quarti dei voti espressi in assemblea. Non è stata quindi approvata la delibera straordinaria.
In ogni caso il gruppo ha linee sufficienti per coprire il rimborso, disponendo, tra liquidità e linee committed non utilizzate, di 1,7 miliardi di euro che consentirebbero ampiamente di coprire le scadenze fino all’intero 2018. Senza contare, poi, che con l’ingresso del partner asiatico, come spesso succede in operazioni di questo tipo, oltre alle linee che sono state concesse da Jp Morgan per coprire l’esborso dell’offerta pubblica di acquisto, è già stata prevista la copertura al rifinanziamento, qualora necessario, dell’intero debito di Pirelli .
Quanto, infine, ai dati relativi all’Opa in corso, secondo le comunicazioni di Borsa Italiana fino a ieri sono state consegnate 11, 3 milioni di azioni ordinarie pari al 3,127% dei titoli in oggetto.

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