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Pirelli, via al rifinanziamento del debito

Tutto pronto per il rifinanziamento del debito del gruppo Pirelli. Ha infatti formalmente avuto inizio il processo di rinegoziazione del debito da 6,4 miliardi finalizzato a estenderne le scadenze e a ottimizzarne la struttura, anche tenuto conto degli effetti dell’avvenuta incorporazione della società con Marco Polo Industrial Holding. A seguito dell’operazione, infatti, al debito lordo complessivo di Pirelli – pari a circa 2,6 miliardi di euro al 31 marzo 2016 –si sommano i circa 4,2 miliardi derivanti dal debito contratto lo scorso anno da Marco Polo Industrial Holding per condurre l’offerta pubblica di acquisto sul gruppo della Bicocca.
Le linee essenziali del piano di rifinanziamento fino a 7 miliardi di euro, aveva reso noto Pirelli, erano già state approvate dal Cda lo scorso febbraio. Da allora ne è stata definita la struttura e, secondo quanto appreso, proprio in questi giorni le banche sono state invitate a prendere parte alla sindacazione del finanziamento.
Alle banche Pirelli chiede oggi di rifinanziarare complessivamente 4,8 miliardi di euro attraverso prestiti bancari a medio e lungo termine (3/5 anni). Nel dettaglio l’operazione prevede diverse tranche. In particolare un miliardo di euro equivalente di debito bancario nella forma di term loan a 3 anni da emettersi in euro e dollari;
b) 2,8 miliardi di euro equivalente di debito bancario nella forma di term loan a 5 anni da emettersi in euro e dollari;
c) 1 miliardo di Revolving Credit Facility a 5 anni da emettersi in euro, dollari e sterline;
Il refinancing viene completato da 1,6 miliardi di euro prestati da un limitato pool di banche attraverso una linea di credito a breve termine con scadenza a 18 mesi.
L’operazione permetterà a Pirelli di non ricorrere al prestito Mergeco già messo a disposizione della società nell’ambito dell’Opa Marco Polo e di posizionare in un’ottica di medio e lungo termine le scadenze bancarie, cogliendo le favorevoli condizioni di mercato.
Il costo del rifinanziamento – che vede coinvolti i principali istituti bancari italiani e internazionali – è previsto inferiore al 4%. A lungo termine l’intenzione di Pirelli è di arrivare a una struttura del debito che sia formata per il 50% circa da debito bancario e per la parte restante da prestiti obbligazionari, attraverso il ricorso al mercato obbligazionario che andrà progressivamente a sostituire il debito bancario.
Il debito lordo di Pirelli, pre-fusione con Marco Polo Industrial Holding, al 31 marzo 2016 risultava composto, oltre che da 600 milioni di un bond con scadenza 2019, di obbligazioni per altri 170 milioni circa suddivise tra un prestito Usa (150 milioni di dollari) e un prestito ‘Schuldschein’ (37 milioni di euro residui, originariamente 155 milioni), di linee bancarie tirate per circa 871 milioni e di 1 miliardo circa di altri prestiti a livello di controllate. Il tutto per un ammontare complessivo pari a circa 2,6 miliardi di euro che, a fronte di una cassa pari a circa 750 milioni, si traduce in un debito netto pari a circa 1,9 miliardi che diventa 6,1 miliardi post-fusione (pari a un rapporto debito netto/Ebitda di circa 5 volte destinato a ridursi a circa 4 a fine anno).
Il rifinanziamento del debito rappresenta un tassello chiave per la bicocca. Questo perché arriva mentre pirelli ha avviato formalmente La partnership industriale tra con ChemChina. Una alleanza che prevede l’integrazione delle rispettive attività nelle gomme per camion e mezzi pesanti e agricoli, con l’obiettivo di costituire il quarto operatore al mondo nel segmento Industrial. Il tutto attraverso un percorso al cui termine Pirelli deterrà un’importante partecipazione di Aeolus, la società tyre di ChemChina quotata a Shangai dentro la quale confluiranno i vari asset Industrial detenuti dai partner.

Marigia Mangano

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