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Pirelli torna sul mercato dei bond

di Maximilian Cellino

Pirelli si appresta a tornare sul mercato obbligazionario dopo un'assenza di oltre 10 anni. Il gruppo della Bicocca ha affidato il mandato per un'emissione obbligazionaria benchmark a Barclays Capital, nel ruolo di global coordinator, Banca Imi, Mediobanca, Société Générale Cib e UniCredit. Per il momento Pirelli ha programmato una serie di incontri con investitori istituzionali con l'obiettivo di esplorare le opportunità presenti sul mercato dei capitali e procedere al collocamento del prestito nel caso l'operazione dovesse trovare risposte favorevoli.

Il roadshow inizierà venerdì a Milano, toccherà la prossima settimana le principali piazze europee (Londra lunedì, Francoforte martedì, Parigi mercoledì e probabilmente Amsterdam il giorno successivo) e servirà a definire anche in modo migliore l'ammontare e la durata dell'emissione. Fonti di mercato ritengono possibile un bond a tasso fisso attorno ai 500 milioni di euro e con scadenza compresa fra 5 e 7 anni, molto dipenderà dall'accoglienza che verrà riservata da parte degli investitori. L'operazione era già stata preannunciata lo scorso luglio, quando il Cda di Pirelli aveva dato il via libera a un programma di emissione di bond non convertibili fino a 800 milioni di euro da collocarsi anche in più tranches. Una decisione che, aveva chiarito il gruppo della Bicocca, non rispondeva tanto a esigenze di finanziamento, quanto all'opportunità di diversficare le fonti e di allungare la durata media del debito (al momento compreso fra 4 e 5 anni). A novembre si è provveduto a rinegoziare una linea sindacata di 1,2 miliardi di euro allungandone la durata al 2015. Ora si prova con l'emissione di un bond, approfittando di una fase di mercato che appare tutto sommato favorevole ai corporate anche per la concomitante riduzione delle tensioni legate al debito sovrano e ai paesi periferici.

Da segnalare che, nel caso l'operazione dovesse andare a buon fine, Pirelli seguirebbe l'esempio di Campari, Luxottica e Mediaset, che negli ultimi mesi hanno emesso bond senza rating. «Chi non ha intenzione di ricorrere al mercato con frequenza e al tempo stesso ha un marchio ben conosciuto tanto in Italia quanto all'estero può permettersi anche di fare a meno di S&P e soci», osserva un trader obbligazionario, spiegando che Pirelli può comunque corrispondere a un livello di «investment grade».

Sotto l'aspetto operativo, ieri il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, si è soffermato sulla difficile situazione in Egitto, dove il gruppo è presente con un impianto nei pressi di Alessandria. «Ci auguriamo che la produzione in Egitto riprenda presto: ora è al 40%, ci auguriamo di tornare oltre il 60% al più presto, stiamo monitorando la situazione», ha detto Tronchetti Provera a margine della commemorazione di Tommaso Padoa Schioppa all'Università Bocconi. Da segnalare infine ulteriori vendite Ancora vendite di titoli Pirelli da parte di Massimo Moratti che, in base ai filing model della Consob, ha ceduto sul mercato tra il 26 e il 31 gennaio scorsi tramite la società fiduciaria Istifid 420mila titoli per un controvalore di 2,41 milioni di euro.

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