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Pirelli, si tratta sulla buonuscita di Tronchetti

Diventa sempre più complicato arrivare a un accordo per il riassetto del controllo di Pirelli. Sul tavolo ora è arrivato il nodo dell’eventuale “way out” di Marco Tronchetti Provera, oggi presidente e ad del gruppo di pneumatici oltre che azionista di controllo attraverso la catena di holding che sale fino alla Mtp sapa. I fondi di private equity Investindustrial e Clessidra, per immettere risorse fresche raccolte presso investitori istituzionali di tutto il mondo, hanno l’obbligo di prevedere cosa succede nel caso il management non crei valore.
Di solito vengono fissati dei target numerici, di redditività o di performance del titolo, che se vengono disattesi fanno scattare la possibilità di cambiare il management a fronte di una penale/buonuscita. Ma su questo punto le parti sembrano molto lontane dal trovare un accordo, anche perché Tronchetti sembra abbia chiesto un multiplo del valore delle sue azioni nel caso fosse costretto a farsi da parte, senza collegare la sua uscita dal gruppo al mancato raggiungimento di determinati obbiettivi. Su queste basi la clausola diventerebbe troppo onerosa, dato che la cifra sarebbe tale da far sballare i ritorni dell’intero investimento.
Le parti si incontreranno all’inizio della prossima settimana per cercare di trovare una quadra su questo tema assai delicato ma non è detto che vi riescano. Se invece l’accordo si trovasse a quel punto o Tronchetti o i fondi si rivolgerebbero alla famiglia Malacalza per cercare di estendere l’accordo anche a quel fronte. Tra Mattia Malacalza e Andrea Bonomi c’è stato un primo contatto la settimana scorsa e ora l’advisor della famiglia genovese, Ubs, sta aspettando che arrivi una proposta concreta da valutare. I Malacalza hanno fatto sapere in più occasioni di non essere prevenuti verso nessuno ma allo stesso tempo fanno notare che fino a oggi hanno ricevuto solo proposte inaccettabili. Sono soci industriali e non hanno intenzione di vendere ma anzi vorrebbero contribuire a far crescere la Pirelli che considerano un asset industriale di grande rilievo. Per entrarci hanno pagato un premio ottenendo alcuni diritti di governance, dunque la futura proposta non potrà prescindere da questi elementi.
Se questo è il quadro, chiudere il triangolo Malacalza-Fondi-Tronchetti non pare una passeggiata e dunque i colpi di scena potrebbero non essere finiti. Qualcuno sostiene che la posizione di Tronchetti nei confronti della famiglia genovese si sarebbe ammorbidita negli ultimi tempi e ciò potrebbe preludere a un incontro tra gli advisor delle due parti per sondare il campo per un nuovo e clamoroso accordo tra i due soci, tagliando fuori i fondi. Qualcun altro insinua che questo tira e molla nelle trattative da parte di Tronchetti possa preludere a una altrettanto clamorosa uscita di scena con relativa monetizzazione a premio della sua partecipazione azionaria e della sua posizione di capoazienda. Più difficile, al momento, la liquidazione dei Malacalza che non hanno problemi finanziari e dispongono di ampie risorse per mantenere la posizione. Tronchetti, invece, deve dar corso all’aumento Gpi entro il 15 gennaio con un finanziamento arrivato da Intesa Sanpaolo che però, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe solo un bridge volto finalizzare l’ingresso
dei fondi di Bonomi e Sposito nel capitale dell’intera struttura. Il 15 gennaio scade inoltre il tempo per disdettare il patto di sindacato Pirelli e dunque entro quella data i giochi dovrebbero essere fatti.

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