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Pirelli, patto «corto» e snello Le scelte dei grandi soci

MILANO — Patto più breve, e forse anche più snello, per Pirelli. Il 15 gennaio scade il termine per disdettare l’accordo parasociale sul gruppo della Bicocca e, salvo sorprese, l’intenzione sarebbe quella di portare da tre anni a 12-14 mesi la durata dell’accordo, anche in funzione delle novità che potrebbero arrivare dalla razionalizzazione della catena di controllo della Bicocca, su cui sta lavorando Marco Tronchetti Provera. L’accordo parasociale blinda il 45,52% della Pirelli ed è formato da Camfin, la holding controllata da Gpi a sua volta partecipata da Tronchetti e dalla famiglia Malacalza, Generali, Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Edizione, Fonsai, Allianz, dalla Sinpar della famiglia Lucchini e da Massimo Moratti.
Secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni Allianz starebbe valutando se confermare o meno l’adesione al patto. La compagnia tedesca ha il 4,41% che, in caso di uscita propedeutica alla vendita, dovrebbe offrire in prelazione agli altri soci sindacati. Sugli investimenti la politica di Allianz è quella di avere mano libera. Negli anni ha smobilizzato quasi tutto il portafoglio di partecipazioni ereditato dalla Ras ed è uscita da molti patti di sindacato. Dunque, a rigor di logica, entro il 15 gennaio i tedeschi potrebbero dare la disdetta, anche se da più parti si lascia intendere che la fase particolare che sta attraversando Pirelli, e la riduzione della durata del patto, potrebbero portare Allianz a restare nel patto.
Incognite anche sulla posizione di Unipol, che con l’operazione Fonsai si è ritrovata in portafoglio il 4,4% della Pirelli. La compagnia bolognese ha necessità di fare cassa e ha già deciso la cessione di partecipazioni non strategiche, a partire da quelle ereditate da Salvatore Ligresti. Al prezzo attuale di Borsa, pari a 9,16 euro, la quota varrebbe quasi 200 milioni di euro. Grosso modo è lo stesso valore della partecipazione in mano a Generali ed Edizione della famiglia Benetton, azioniste della Bicocca rispettivamente con il 4,6% e il 4,4%. La posizione di entrambe al momento appare incerta. I Benetton hanno ufficializzato proprio ieri l’avvio di contatti per fondere Atlantia e Gemina, fissando così le priorità. Mentre a Trieste potrebbe prevalere l’intenzione di andare al rinnovo rispetto all’ipotesi, che pure sarebbe stata analizzata, di un’eventuale disimpegno. È probabile che domani si saprà qualcosa in più. Alla Bicocca è in programma un consiglio Camfin per fare il punto sul patto Pirelli e sul dossier Prelios.
Le riflessioni in corso starebbero tenendo anche conto dei rapporti ai piani alti della catena di controllo tra Tronchetti e Malacalza. Pirelli è fuori dalla contesa, anche se alla fine è la società dei pneumatici il vero oggetto dei desideri. Per cui, vista anche la durata ridotta, i soci stabili potrebbero decidere di fare quadrato e lasciare tutto così com’è, in attesa di capire come andrà a finire. Ieri intanto Tronchetti ha comunicato ai Malacalza di aver scelto Giuseppe Portale per la procedura di arbitrato con gli ex alleati genovesi, dopo il passo indietro di Vincenzo Mariconda arrivato in seguito alla presentazione di un’istanza di ricusazione.

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