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Pirelli, la lista Camfin ottiene anche il sì dei fondi

Camfin supera la prova dell’assemblea Pirelli, la prima senza maggioranza “blindata”. La holding in procinto di stringere l’accordo definitivo per l’ingresso nella compagine di riferimento di Rosneft ha portato una lista di nomi per il rinnovo del consiglio che ha ottenuto il consenso di quasi il 41% del capitale. Al 26,2% di Camfin, si sono aggiunti il 4,6% di Mediobanca e il 4,6% di Benetton, come prevedibile, ma anche il sì del fondo Harbor (presente in assemblea con il 3,54%), che nei mesi scorsi aveva rilevato la quota di Generali, nonchè il voto di altri investitori istituzionali. Per la lista di Assogestioni votato il 17,4% del capitale rispetto al 65,7% del capitale complessivo presente, mentre la famiglia Malacalza, titolare del 6,98%, si è astenuta sulle liste, come pure su tutti gli altri punti all’ordine del giorno, a partire dal bilancio, ad eccezione della politica di remunerazione (a favore) e del piano di incentivazione a lungo termine per il management (contro).
Il nuovo cda risulta così composto di 15 membri: 12 tratti dalla lista di maggioranza e tre da quella dei fondi. Confermato presidente e ad Marco Tronchetti Provera, capofila della lista Camfin, sono stati nominati, a seguire, Alberto Pirelli (vice-presidente), Anna Maria Artoni(indipendente), Luigi Roth (indipendente), Paolo Fiorentino e Gaetano Miccichè (in rappresentanza delle banche UniCredit e Intesa). Gli altri sei amministratori di maggioranza – Claudio Sposito, Riccardo Bruno, Piero Alonzo, Emiliano Nitti, Luciano Gobbi e Enrico Parazzini – usciranno, come da accordi, dal board per lasciare spazio ai consiglieri indicati dai russi, non appena sarà firmata l’intesa definitiva che, secondo le attese, dovrebbe arrivare a fine mese. Dalla lista Assogestioni sono tratti invece tutti e tre i consiglieri di minoranza (indipendenti): Elisabetta Magistretti, Manuela Soffientini e Paolo Pietrogrande.
A riguardo dell’accordo con Rosneft, Tronchetti ha spiegato che «non ci sarà alcuna interferenza sulle scelte di gestione, che spettano a me, e sulle decisioni in consiglio, che vengono prese a maggioranza». L’alleanza con il gigante energetico russo, secondo il presidente Pirelli, potrà svilupparsi oltre la Russia, dove l’obiettivo è entrare sul mercato dei pneumatici invernali. «La partnership con Rosneft – ha ricordato – è nata per un approccio sulle potenzialità commerciali due anni fa, ci hanno dato l’opportunità di utilizzare i loro punti vendita. Poi c’é stato un secondo accordo nella ricerca, per lo sviluppo di prodotti sofisticati con l’uso di materiali complessi. Ora ci potranno essere accordi anche in altre regioni del mondo: loro si stanno sviluppando in America Centrale e in Cina».
Parlando dell’andamento del business, Tronchetti ha confermato il rallentamento in corso in Brasile e America Latina «bilanciato però dai risultati di altre parti del mondo, dal miglioramento della situazione in Europa, dallo sviluppo della Cina e del recupero in Russia». Quanto alla possible conversione delle risparmio, che rappresentano il 2% del capitale, il presidente Pirelli si è detto favorevole: «È un tema che è all’attenzione, spero si riesca a dare una soluzione».

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