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Pirelli, il nuovo patto sarà di soli quindici mesi

MILANO — Ore decisive per definire il nuovo assetto del patto che governa sul 45% del capitale di Pirelli, la cui disdetta va inviata entro il 15 gennaio e che sarà discusso dal consiglio di Camfin, in agenda domani.
Il gruppo della Bicocca ha intenzione di stipulare un sindacato di blocco con una durata breve, in modo da tenere conto anche dei movimenti nell’azionariato ai piani alti. Alcuni soci di Pirelli avrebbero invece chiesto di eliminare quella clausola che prevede, in caso di disdetta, di offrire i titoli in prelazione agli altri pattisti a un prezzo prestabilito, e pari alla media dell’andamento degli ultimi tre mesi. Questa clausola, invisa ad alcuni soci, oggi obbligherebbe gli azionisti a cedere in prelazione titoli Pirelli a valori inferiori rispetto alle quotazioni di Borsa. Ma se è vero che si tratta di una limitazione oggettiva – dato che Camfin non è in grado di esercitare la prelazione – il vincolo potrebbe essere schivato abilmente con un gentlemen’s agreement tra gli altri soci di Marco Tronchetti Provera, che di certo non si farebbero lo sgarro di acquistare a prezzi inferiori a quelli di Borsa le azioni dei soci che volessero svincolarsi dal patto. Fatto sta che il nuovo sindacato di Pirelli, che dovrebbe scadere nell’estate 2014, resterà uguale in tutte le sue condizioni (prelazioni comprese), tranne che sulla durata, attualmente fissata in tre anni.
L’idea di un patto abbreviato a 15 mesi sarebbe piaciuta a tutti i soci e potrebbe convincere anche gli indecisi, come Allianz e Generali, a rinnovare il loro impegno. Resta il fatto che per i gruppi assicurativi vincolare le azioni a un sindacato, benché più corto, è un limite che non si giustifica con il potenziale inespresso nelle azioni Pirelli. Allianz e Generali potrebbero infatti dare disdetta e rimanere socie, scegliendo liberamente quando e se incassare la plusvalenza potenziale che deriva dall’investimento nel gruppo degli pneumatici. Un sindacato di blocco fino all’estate 2014 è anche nell’interesse di Tronchetti Provera. Per quella data il numero uno della Bicocca vorrebbe già aver definito gli assetti ai piani alti ed accorciare la catena societaria, anche perché a fine 2014 scadranno nuovamente alcune importanti linee di credito della holding che controlla il 26,2% di Pirelli.
Tronchetti Provera aveva più volte ripetuto che il riassetto ai piani alti della catena che dalla holding Gpi porta a Pirelli non avrebbe condizionato la gestione industriale degli pneumatici. Ma chi saranno i futuri azionisti del numero uno della Bicocca e quali equilibri governeranno su Camfin, sono informazioni importanti per tutti i soci di Pirelli; soprattutto adesso che si è consumata una frattura insanabile con la famiglia Malacalza, che di Camfin possiede una partecipazione simile a quella della Mtp di Tronchetti.
Intanto domani la famiglia genovese si confronterà in consiglio con Tronchetti Provera, perché il cda di Camfin dovrà discutere del patto di Pirelli, dell’avanzamento del processo di salvataggio di Prelios e delle cause giudiziarie intentate dal gruppo che fa capo ai Malacalza.

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