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Pirelli, il giorno della firma I russi entrano con il 13%

Pirelli apre le porte della Bicocca ai nuovi soci russi. Questa mattina a Milano inizieranno le manovre per l’ingresso di Rosneft nel capitale e nel consiglio del gruppo milanese. L’agenda prevede una serie di assemblee a cui saranno sottoposti per le rispettive competenze i vari passaggi dell’operazione, che si concluderà con la girata ai russi delle azioni Camfin in mano a Clessidra, Intesa e Unicredit. I quali oltre alle quote cederanno anche sei posti nel board Pirelli ai rappresentanti indicati da Igor Sechin. 
L’ingresso dei russi rappresenta il passaggio centrale del riassetto varato poco più di un anno fa da Marco Tronchetti Provera che ha visto prima l’uscita di scena della famiglia Malacalza e l’ingresso della famiglia Rovati, di Sigieri Diaz della Vittoria Pallavicini e del fondo Clessidra in una nuova cassaforte, Lauro61, quindi l’Opa su Camfin e ora l’alleanza con i russi. Oggi verrà anche formalizzata la fusione tra Camfin e Lauro61 e, prima, la scissione dalla cassaforte degli asset non Pirelli, che saranno conferiti e a una newco, Coinv, partecipata da Nuove Partecipazioni, Unicredit e Intesa.
Il cerchio si potrebbe chiudere qui ma probabilmente non si tratta ancora dell’assetto definitivo. Oltre all’accorpamento tra Camfin e Lauro61, con cui viene tagliato un livello della catena di controllo della Bicocca, non è escluso che anche a monte della filiera possa avvenire in un secondo momento una razionalizzazione che porterebbe tutti i soci ad avere una presa diretta su Pirelli. Quanto ai russi, al termine dell’operazione avranno il 49,9% di Lauro61/Camfin, equivalente al 13% del capitale della Bicocca custodito in una cassaforte lussemburghese, la Long Term Investment Luxembourg, indicata da Sechin. Non si tratta di una società direttamente controllata da Rosneft ma fa riferimento al gruppo Neftgarant.
L’accordo con i russi prevede anche l’uscita dal consiglio Pirelli di sei rappresentanti (4 indicati da Clessidra e 2 da Nuove Partecipazioni di Tronchetti) e la cooptazione degli amministratori in quota Rosneft. L’avvicendamento, secondo gli accordi, è contestuale al closing e dunque anche questo passaggio dovrebbe concludersi oggi dando così un assetto definito al board , rinnovato un mese fa in via provvisoria.
Il nuovo consiglio è la foto del nuovo assetto azionario della Pirelli a valle della riorganizzazione, con la presenza di Tronchetti, dei soci russi e delle banche. Restano fuori la famiglia Rovati, che ha avuto un ruolo centrale nel riassetto, e gli alleati storici Carlo Acutis e Massimo Moratti. Non sarebbe tuttavia da escludere che in una seconda fase, con la razionalizzazione nella parte alta della catena societaria della Bicocca che partendo da Mtp spa si snoda attraverso Mtp Partecipazioni, Gpi e Nuove Partecipazioni per arrivare fino a Camfin, gli alleati arrivino ad avere insieme a Tronchetti una presa più diretta sulla Pirelli.
Con il closing dell’operazione, oltre ad imbarcare un alleato con le spalle piuttosto larghe, Tronchetti consolida l’alleanza industriale con il gruppo russo, che rappresenta un tassello chiave della strategia di crescita nel segmento premium e winter della Pirelli, che in Russia sta sviluppando anche business complementari a quelli degli pneumatici.
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