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Pirelli, il bond all’americana

MILANO — Blitz di Pirelli sul mercato americano. Mercoledì sera il gruppo della Bicocca ha collocato quattro tranche di bond per 150 milioni di dollari. È la prima emissione in valuta americana della Pirelli e anche la prima non rivolta alle banche. Il prestito obbligazionario sarebbe stato collocato sul mercato dei private placement, che rispetto a quello tradizionale in euro offre una minore volatilità ed è in grado di assorbire scadenze più lunghe. Due fattori praticamente impossibili da trovare di questi tempi sul mercato europeo, tanto più per gli emittenti italiani.
Le quattro tranche collocate negli Usa hanno durata pari a 5, 7, 10 e 12 anni e un rendimento inferiore al 5%. Meno quindi di quel 5,5% che rappresenta il costo medio del debito della Bicocca. Il gruppo milanese ha un programma di emissioni da 800 milioni di euro (anche in valuta) sui mercati internazionali, approvato a novembre dell’anno scorso, con l’obiettivo di allungare la scadenza media del debito, ridurne il costo e diversificare le fonti di finanziamento, anche dal punto di vista geografico, svincolandosi dal tradizionale canale bancario. Visto l’esito, il mercato americano dei private placement potrebbe essere quindi uno sbocco interessante per le prossime operazioni. Va tenuto presente che il mercato Usa dei private placement ha anche alcune caratteristiche peculiari, che lo rendono particolarmente indicato per un certo tipo di emissioni: gli investitori sono interessati a tranche «piccole», da 100-150 milioni, e di solito tengono i bond fino alla naturale scadenza.
La decisione di debuttare adesso sul mercato americano sarebbe maturata durante il road show dello stato maggiore della Pirelli la scorsa settimana negli Usa. L’esito degli incontri avrebbe convinto il presidente del gruppo milanese, Marco Tronchetti Provera, a stringere i tempi e a collocare subito il bond. Inizialmente l’offerta era di 100 milioni di dollari, poi portata a 150 milioni in seguito alle richieste, che avrebbero superato i 200 milioni di dollari. I proventi del collocamento, e più in generale del programma di emissioni deliberato l’anno scorso, saranno utilizzati per rimborsare una linea di finanziamento da 1,2 miliardi di euro, che al momento sarebbe stata utilizzata per 800 milioni. Di fatto servirà ad azzerare il «tiraggio».

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