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Pirelli festeggia il ritorno all’utile

«Pirelli ha basi solide per affrontare eventuali crisi future». Lo ha dichiarato il presidente, Marco Tronchetti Provera, durante la conference call di presentazione dei risultati 2010, con il ritorno all'utile, specificando che, qualora si verificasse un peggioramento della crisi geopolitica, la società saprà rispondere con «il congelamento degli investimenti, la rigorosa gestione del capitale circolante e il taglio dei costi».

Secondo Tronchetti neanche l'inflazione rappresenta un problema per la società, poiché Pirelli & C. ha già acquisito un'ottima esperienza in tal senso in paesi con elevata inflazione come l'Argentina e il Venezuela.

A piazza Affari il titolo ha festeggiato i conti dell'esercizio 2010 e la revisione al rialzo degli obiettivi futuri con un +3,31% a 6,095 euro. Secondo un analista, i conti del quarto trimestre del gruppo «sono stati molto buoni, decisamente sopra le attese. Inoltre l'outlook sui ricavi 2011 è stato alzato e quello sull'ebit margin dei Tyre confermato tra il 9% e il 10%. La guidance è sopra le previsioni del consensus e, anche se verosimilmente resterà una certa cautela per via dei timori sui prezzi delle materie prime, è possibile che ci sarà un incremento generalizzato delle stime».

Per quanto riguarda i numeri, Pirelli & C. ha archiviato il 2010 con un utile netto consolidato di 4,2 milioni (-22,6 mln nel 2009), nonostante l'impatto negativo per 223,8 mln legato alle discontinued operations (Pirelli Re e Pirelli Broadband solutions). I ricavi sono ammontati a 4,848 miliardi (+19,2% a/a). L'ebitda prima degli oneri di ristrutturazione è salito a 653,7 mln (507,8 mln). La posizione finanziaria netta era passiva per 455,6 mln (-528,8 mln a fine 2009), migliore rispetto alla previsione minima di un dato inferiore a 700 mln.

I ricavi di Pirelli Tyre, che rappresentano circa il 98% del totale, sono ammontati a 4,772 miliardi (+19,5%). Il risultato operativo è stato pari a 453,1 mln (+46,9%) e l'utile netto a 252,6 mln (146,6 mln nel 2009).

Il cda proporrà all'assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,165 euro per azione ordinaria e 0,229 euro per azione di risparmio. Tenuto conto del raggruppamento in ragione di una nuova azione ogni 11 possedute di entrambe le categorie di azioni avvenuto nel corso del 2010, il dividendo 2009 era stato pari a 0,1595 euro per azione ordinaria e 0,4466 euro per azione di risparmio (comprensivo del dividendo di 0,2233 euro a titolo di esercizio 2009 e di quello di 0,2233 euro che non era stato assegnato per l'esercizio 2008). Il dividendo sarà posto in pagamento il 26 maggio.

Per quanto riguarda gli orientamenti futuri, Pirelli prevede per il 2011 un rialzo del target del fatturato superiore ai 5,55 miliardi, a fronte di un precedente obiettivo superiore ai 5,15 mld. La crescita del mercato è attesa pari al 7-7,5%. Quest'anno vedrà la società sempre più focalizzata sullo sviluppo dei prodotti Premium e sull'espansione della capacità produttiva prevalentemente nei paesi a rapido sviluppo economico. In assenza di eventi allo stato non prevedibili e tenuto conto dell'aumento del costo delle materie prime in misura superiore a quanto ipotizzato nel piano industriale presentato lo scorso novembre, l'aumento dei prezzi è indirizzato a recuperare tale differenziale di costo. Come sottolineato da Tronchetti Provera, l'80% dell'aumento dei prezzi delle materie prime è già coperto dagli incrementi di prezzo realizzati sugli pneumatici. «Al momento l'aumento dei prezzi delle materie prime non è un problema», ma, se il trend al rialzo dovesse proseguire, ci sarà un ulteriore incremento degli pneumatici pari a circa il 2-3%. Inoltre il presidente ha precisato che la società vuole essere sempre meno dipendente, nel medio-lungo periodo, dalla gomma naturale attraverso la diversificazione e lo sviluppo di nuovi tipi di gomma sintetica.

Il target di redditività è atteso in crescita rispetto all'esercizio 2010 e in linea con quanto previsto nel piano industriale (8,5-9,5% per il gruppo e 9-10% per Pirelli Tyre) grazie al proseguimento, sul fronte dei costi, del piano di efficienze, con risparmi previsti nel 2011, in termini di costi, pari a 80 mln. Sono attesi investimenti per oltre 500 mln di euro. La posizione finanziaria netta è prevista negativa per circa 700 mln.

 

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