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Pirelli e Camfin, uscita in due tappe da Prelios

Il riassetto di Camfin? «C’è un accordo industriale importante che ci permette di vedere la crescita in Russia rafforzata». Il futuro della partecipazione in Prelios? Sia Pirelli sia Camfin «cederanno i propri pacchetti vendibili di Prelios ma al momento non c’é una tempistica definita».
Marco Tronchetti Provera, numero uno del gruppo della Bicocca, affronta per la prima volta il recente riassetto azionario di Camfin, che vedrà il gruppo russo Rosneft entrare in possesso del 50% della holding, e lancia un preciso messaggio in tema di partecipazioni: la quota in Prelios non è giudicata strategica e la parte vendibile, che tra Camfin e Pirelli ammonta al 15%, sarà dismessa appena possibile.
Parlando a margine di un convegno, Tronchetti Provera ha chiarito che l’alleanza strategica e azionaria con il gruppo Rosneft permetterà alla Bicocca di rafforzare la presa sul mercato russo. «C’é un accordo industriale importante che ci permette di vedere la crescita in Russia in prospettiva rafforzata – ha dichiarato riferendosi ai contratti di espansione della rete di vendita e relativi alla ricerca sulla gomma sintetica – È così sia per l’accordo commerciale sia per la ricerca. Poi c’é un azionariato in cui si affianca a noi un partner industriale con una visione di lungo periodo attraverso un fondo pensione».
Tronchetti si è poi mostrato tranquillo sul fatto che l’investimento di Rosneft in Pirelli, avvenuto nella delicata fase di tensione tra Russia e Ucraina, possa in qualche modo subire delle ripercussioni dalla situazione geopolitica in essere: «Negli ultimi 30 anni abbiamo assistito a tensioni di vario tipo – ha affermato -. Penso che con la volontà si trovi un percorso di equilibrio nell’interesse di tutti. Il mondo delle imprese deve contribuire a mantenere questo equilibrio».
Spostando l’attenzione sull’Italia invece l’imprenditore ha confermato l’impegno del gruppo: «L’impegno in Italia rimane – ha detto -. Abbiamo progetti di investimento che abbiamo portato avanti anche in momenti difficili. Certo bisogna cambiare le condizioni di competitività del Paese: è indispensabile non solo per attirare investimenti ma per mantenere quelli che esistono».
Novità anche sul fronte immobiliare. Sia Pirelli sia Camfin cederanno infatti i propri pacchetti vendibili di Prelios. Il gruppo degli pneumatici è attualmente titolare del 29% di Prelios, di questa quota il 7% è immediatamente cedibile mentre il restante 22% è vincolato fino al 2016. Camfin invece, a seguito dell’ingresso di Rosneft, scorporerà in un altro veicolo (partecipato solo dai soci italiani) l’8% della società immobiliare. In tutto, dunque, si tratta del 15% del gruppo immobiliare. «I tempi non li so – ha detto Tronchetti a proposito dei due pacchetti cedibili – Pensiamo che saranno venduti». Proprio il gruppo immobiliare, peraltro, è al momento impegnato in un importante riassetto che prevede l’integrazione tra le Sgr di Prelios (assistita da Lazard) e di Fortress (assistita da Mediobanca). Tanto che ieri, Massimo Caputi, vicepresidente di Prelios, ha dato un aggiornamento sul tema: le trattative – ha detto – procedono senza intoppi e nel giro di un paio di settimane potrebbe arrivare il momento degli accordi vincolanti.
«Sulle Sgr siamo alacremente al lavoro. Penso che entro 10-15 giorni ci saranno novità positive», ha dichiarato. Per la possibile integrazione tra Italfondiario e Prelios Credit Servicing «il discorso è più lungo. Sono società più grandi, è un’operazione più complessa. Prima lavoriamo sulle Sgr, poi con il resto», ha precisato. Ieri in Borsa Pirelli ha ceduto l’1%, mentre Prelios è salita dell’1,85%.
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