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Pirateria web, si gioca d’anticipo

di Antonio Ciccia  

Giocare d'anticipo e battere il pirata. E quindi mettere a disposizione il film, magari a basso costo e con licenze collettive, prima che su Internet venga diffusa la copia illecita. Queste e altre misure per la promozione legale delle opere protette da diritto d'autore sono al centro dello deliberazione del 6 luglio 2011 dell'Agcom (l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che ha approvato lo schema di regolamento in materia di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica (è pubblicato sul sito www.agcom.it).

La questione è nota: da un lato autori e titolari delle licenze che vogliono proteggere i propri diritti di utilizzazione economica e dall'altro la rete, nella quale i contenuti possono circolare anche senza controllo, a volte ai margini della legalità, altre volte in maniera assolutamente abusiva, tale da costituire reato (si vedano i servizi alle pagine 8 e 9 sulla sentenza belga a carico di Google, ndr).

Lo schema di regolamento prevede anche interventi a posteriori, e cioè una volta che il contenuto protetto sul diritto di autore è stato caricato in rete. Si tratta di interventi di tutela aggiuntivi rispetto alle azioni giudiziarie e che tendono in prima battuta a ottenere spontaneamente da parte del gestore del sito la cancellazione dell'opera (procedura di notice and take-down).

Ma vediamo alcuni dettagli dello schema di regolamento, che rimarrà per 60 giorni (dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) aperto alla consultazione pubblica.

In una prima parte dello schema si evidenziano misure da sviluppare per favorire l'offerta legale e la promozione effettiva dell'accesso ai contenuti da parte degli utenti.

Quindi la scommessa è questa: se l'utente ha a disposizione canali legali di fruizione delle opere il pirata sarà messo fuori gioco.

Gli obiettivi indicati in questa sezione del regolamento sono molteplici: elaborazione di codici di condotta dei gestori dei siti e dei fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici; accordi tra produttori e distributori per messa a disposizione di contenuti con modalità di acquisto semplificate e a costi contenuti; accordi collettivi di licenza; campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti; osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e le riduzioni dei prezzi dell'offerta legale di contenuti digitali.

Il regolamento prevede su questi punti l'istituzione di un Tavolo tecnico al quale saranno invitati a partecipare tutte le categorie interessate e le associazioni di consumatori e utenti.

Un esempio per capire come intende muoversi l'Agcom: mettere a disposizione su internet, in tempi rapidi, la versione dell'opera cinematografica in qualità standard; sarebbero spiazzati coloro che consentano illecitamente la versione in streaming o il download dei file; mentre le versioni in alta definizione (HD) e quella in tecnologia blu-ray rimangono riservate al mercato dell'home video con uno scarto temporale più breve.

In una seconda parte dello schema di regolamento si passa alle tutele con le procedure di intervento sul gestore del sito.

Nello schema troviamo due procedimenti: il primo si sviluppa dinanzi al gestore del sito, il secondo coinvolge anche l'Agcom.

Nella prima ipotesi, se riconosce che i diritti del contenuto oggetto di segnalazione sono effettivamente riconducibili al segnalante, il gestore del sito può rimuoverlo lui stesso entro quattro giorni, accogliendo la richiesta rivoltagli (notice and take down).

Se l'esito della procedura di notice and take down non risulti soddisfacente per una delle parti, ci si potrà rivolgere all'Agcom. L'Autorità instaurerà il contraddittorio tra le parti e nel giro di massimo 45 giorni, potrà impartire un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino, a seconda di quale delle richieste rivoltegli risulti fondata.

La procedura dinanzi all'Agcom, in ogni caso, è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria. Tanto è vero che lo schema di regolamento prevede il blocco in caso di ricorso al giudice di una delle parti. Come tutti i provvedimenti dell'Agcom, anche le decisioni in materia di diritto d'autore potranno essere impugnati dinanzi al Tar del Lazio.

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