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Pir oltre ogni attesa: ora occorre estendere il bacino delle aziende

Tutto esaurito, o quasi. Non è un mistero che l’avvio dei Pir, i piani individuali di risparmio introdotti con l’ultima Legge di Bilancio, sia stata superiore alle più rosee aspettative e anche il Ministero del Tesoro ne prende atto. «Avevamo previsto una raccolta compresa fra 16 e 18 miliardi di euro in cinque anni, ma pensiamo che le nostre stime possano essere abbondantemente superate», ha riconosciuto ieri il capo della segreteria tecnica del Mef, Fabrizio Pagani, nel corso di un’iniziativa organizzata a Piazza Affari da Banca Mediolanum.
Il gruppo controllato dalla famiglia Doris è del resto fra i più attivi nel settore, con i sui due fondi dedicati ai Pir che in meno di tre mesi hanno già raccolto 700 milioni: «Quest’anno contiamo di raccogliere 3 miliardi su questa sola tipologia di strumento, grazie alla quale potremmo superare il record storico di afflussi verso i fondi di 4,7 miliardi», ha spiegato l’a.d. Massimo Doris, sottolineando la duplice importanza dei piani di risparmio «nei confronti sia dei risparmiatori, sia delle aziende che intendono diversificare le fonti di finanziamento».
Il problema, con l’abbondanza di richieste degli investitori, rischia a questo punto di trasferirsi dal lato dell’offerta, ovvero delle attività su cui i Pir possono investire: quelle Pmi quotate che in Italia non sono poi così numerose. E mentre sui volumi e sui prezzi di mercato (per le small cap e per i titoli quotati su Aim Italia) già si vedono gli effetti, c’è chi agita lo spettro di una «bolla» finanziaria. Su tale aspetto Pagani ha tuttavia cercato di tranquillizzare la platea dicendo di non pensare a un ampliamento dell’universo investibile, «che al momento sembra molto equilibrato».
«Nel breve periodo la possibilità di un effetto bolla esiste – ha ammesso Massimo Doris – ma guardando oltre si favorirà l’ingresso in Borsa di società di taglio medio e piccolo che oggi sono invece titubanti». Banca Mediolanum, al momento impegnata in un roadshow in tutta Italia per promuovere i Pir presso gli investitori, ha del resto deciso di concentrarsi anche sul versante opposto, creando un’apposita squadra che si dedicherà ad aiutare le stesse imprese a capire le opportunità che si celano dietro i Pir. «A partire da metà giugno riuniremo nelle varie città d’Italia in primo luogo i clienti imprenditori di Mediolanum, ma non solo», ha confermato Doris. L’obiettivo è sensibilizzare e incentivare le aziende alla quotazione in Borsa.

Maximilian Cellino

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