Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Piombino, ecco il piano di Cevital

Un lieto fine, una trattativa in discesa e un rebus ancora tutto da decifrare. Prove di riassetto nella siderurgia italiana. Che si trova a doversi confrontare da ieri con l’ingresso di un investitore estero a Piombino. A misurarsi con la forza negoziale dei confederali che ottengono gli «esuberi zero» per gli Acciai Speciali Terni, grazie agli incentivi per gli esodi volontari (anche se resta il nodo relativo alla contrattazione di secondo livello). Ad attendere una modifica della legge Marzano sulle grandi imprese in crisi per riportare il controllo dell’Ilva sotto la sfera pubblica. 
Ieri è arrivato il via libera governativo all’offerta presentata dagli algerini di Cevital per il sito toscano. Offerta definita «importante» dal presidente del Consiglio Matteo Renzi in visita di Stato proprio in Algeria, tale da migliorare i «rapporti bilaterali». Il ministero dello Sviluppo ha autorizzato il commissario Piero Nardi ad accettare un piano da 400 milioni, tra acquisto dei rami d’azienda Lucchini Piombino, Lucchini Servizi e Vertek Piombino, il 69,27% delle azioni di Gsi Lucchini e gli investimenti per la riconversione del sito, che prevede la realizzazione di due forni (a regime produrranno due milioni di tonnellate l’anno di acciaio) e una complessa attività di bonifica dell’area per consentire anche la nascita di un impianto di raffinazione dello zucchero. Una scommessa anticiclica. Perché stavolta l’acciaio prodotto a Piombino, almeno una parte di esso, verrà esportato in Algeria per supportare lo sviluppo infrastrutturale (su rotaia). Nuove direttrici dell’export: dai mercati maturi a quelli emergenti. Lo stabilimento ex Lucchini imploso sotto la gestione dei russi di Severstal riparte così da una conglomerata dagli interessi ramificati: agroalimentare, automotive, grande distribuzione, vetro.
Sottolinea Carlo Mapelli, docente di metallurgia al Politecnico di Milano, che l’operazione è da accogliere positivamente perché ha una ratio industriale data la vicinanza dello stabilimento al porto: «Cevital vuole realizzare a Piombino il suo polo logistico». Non solo acciaio che comunque s’indirizzerà verso l’alto di gamma delle produzioni speciali. Ma anche lavorazione di semi e la produzione di oli e mangimi per il bestiame. Forse — non appena saranno completati i lavori la cui durata non è inferiore ai 24 mesi — anche il vetro, perché Cevital attualmente lo produce in Algeria e lo trasferisce a Savona.
Soddisfatte le sigle sindacali. Soprattutto perché gli algerini si sono impegnati ad assorbire tutti i 1860 addetti, dopo la fase di transizione durante la quale interverranno gli ammortizzatori sociali. Plauso anche da Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, che comunque ravvisa la necessità di un’interlocuzione con il governo per non mettere fuori mercato gli operatori siderurgici italiani. L’incognita è tutta sulla domanda di rottame ferroso necessaria alla produzione di acciaio, perché l’ingresso di Cevital comporterà un aumento dei prezzi per l’import della materia prima, già superiori alla media europea. A ben vedere il tema non è lontano dalla necessità di «un tavolo di settore» invocato dal segretario delle tute blu Fiom, Maurizio Landini.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa