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Pioggia di utili per FinecoBank e Mediolanum

Banca Mediolanum e Fineco Bank approfittano del momento d’oro del risparmio gestito italiano e archiviano entrambe un semestre da primato, sotto il profilo della raccolta così come dei profitti. Al gruppo guidato dalla famiglia Doris, che nei primi sei mesi dell’anno ha realizzato un utile netto pari a 227 milioni di euro (+38% rispetto a un anno fa) ha idealmente risposto ieri la banca diretta multicanale del gruppo UniCredit con un risultato netto positivo per 93,7 milioni (+26,9%).
Entrambe hanno realizzato una raccolta netta da primato (2,2 miliardi complessivi per Mediolanum; 2,8 miliardi per Fineco), entrambe hanno registrato un parziale rallentamento delle dinamiche di crescita nel secondo trimestre, legato soprattutto alle rinnovate incertezze sui mercati finanziari, che però non sembra preoccupare. «In assenza di shock o fatti imprevedibili ci aspettiamo per l’intero 2015 una raccolta solida e in crescita del 10-15% rispetto a quella del 2014 e anche l’utile sarà migliore», ha spiegato per esempio l’amministratore delegato di Banca Mediolanum, Massimo Doris.
Scendendo più nel dettaglio dei conti, Fineco ha visto i ricavi totali crescere a 267,7 milioni di euro (+18,5%) e il totale delle attività finanziarie a 53,8 miliardi (+14%), mentre il numero dei clienti ha superato quota un milione e il rapporto common equity tier 1 si è attestato al 20,79%. Risultati sottolineati dall’amministratore delegato, Alessandro Foti: «Il primo semestre dell’anno si conclude con risultati di grande soddisfazione, molto positivi in tutte le aree di business della Banca. Abbiamo superato l’ambizioso traguardo del milionesimo cliente, la raccolta netta è proseguita con ritmi di crescita molto sostenuti, i servizi di advisory evoluti registrano un andamento positivo a conferma della forte richiesta di consulenza da parte dei risparmiatori».
Quanto a Banca Mediolanum, le masse gestite e amministrate sono salite a 69,8 miliardi (+14%), le commissioni di gestione hanno registrato un incremento del 27% rispetto a un anno fa salendo a 404,7 milioni e il common equity tier 1 viaggia al 18,5 per cento. Doris, da parte sua, ha commentato con i giornalisti la reazione dei listini al richiamo della Consob alle società del risparmio gestito al rispetto della normativa Mifid: «Il mercato ha preso una cantonata», ha tagliato corto l’a.d. di Mediolanum, ricordando che «i nostri family banker non percepiscono bonus legati alle commissioni e dunque non hanno interesse a incentivare un prodotto rispetto a un altro» e che «se negli ultimi 8 anni avessimo applicato la normativa che prevede un modello di calcolo mensile sulle commissioni anziché annuale, ci sarebbe anche andata meglio».
Foti, da parte sua, ha invece ribadito che FinecoBank continua a puntare sull’espansione per vie interne: «La crescita organica – ha confermato l’a.d. – resta il pilastro fondamentale per un’espansione vivace e sostenibile attraverso il nostro network di 2.593 promotori finanziari».
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