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Pioggia di correzioni per l’Imu

 di Simona D'Alessio  

Arriveranno oggi gli emendamenti del governo sull'Imu, l'Imposta municipale unica, al decreto fiscale, all'esame della commissione finanze della camera. In particolare, annuncia il presidente dell'Anci Graziano Delrio, l'esecutivo si appresta a stabilire l'esenzione dal pagamento della tassa per gli immobili Iacp (le case popolari); gli altri interventi sollecitati dall'associazione dei comuni dovrebbero riguardare maggiore autonomia organizzativa per la sostituzione del personale di scuole, polizia municipale e servizi sociali, nonché lo sblocco dei pagamenti alle imprese che vantano crediti verso le amministrazioni. Nel pomeriggio di ieri, sono state depositate numerose proposte di modifica sull'Imu, in particolare sugli anziani negli ospizi (tenuti già a corrispondere sulla loro casa un'aliquota da seconda abitazione) e le seconde case affittate a canone concordato (molte richieste bipartisan per l'Imu agevolata al 4 per mille), ma anche sulla necessità di tassare diversamente le dimore storiche, o i fabbricati invenduti delle imprese di costruzione; sulla maggior parte dei documenti non viene, però, indicata la copertura finanziaria. Mancano finora testi sulla rateizzazione dell'imposta, ma fonti parlamentari indicano che nelle prossime ore sarà lo stesso relatore del provvedimento, Gianfranco Conte (Pdl), a presentarne uno, mentre colleghi del centrodestra hanno già firmato un emendamento (onere di 100 milioni) per sollevare dal versamento della tassazione le famiglie monoreddito con un unico immobile di superficie inferiore ai 100 metri quadri. Su 580 correzioni al dl, ne sono state dichiarate inammissibili 93, fra cui una di Conte sulla trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti: è stato il presidente dell'assemblea Gianfranco Fini a sancirne l'esclusione «vista l'estraneità di materia, e in assenza di consenso unanime dei partiti». E se il Carroccio insiste sulla reintroduzione della tassa sul «money transfer», il trasferimento di denaro all'estero da parte di cittadini extra-comunitari (Maurizio Fugatti chiede un'imposta del 2% dell'importo spedito con ogni operazione, con un minimo di prelievo pari a 5 euro), i dipietristi puntano ad affrontare la questione dei contribuenti che non hanno dichiarato i capitali in Svizzera «previa conclusione di apposita convenzione» tra l'Italia e il paese elvetico, «finalizzata a ottenere la integrale trasmissione e lo scambio di dati» fiscali.

Dichiarato, intanto, ammissibile l'emendamento di Maurizio Leo (Pdl) sull'abuso del diritto. «Bisogna approvare la norma prima possibile» spiega, aggiungendo che «il governo la appoggia, ma vuole inserirla nella delega fiscale, che il consiglio dei ministri varerà, se tutto va bene, a fine aprile, e l'iter parlamentare potrebbe finire a fine anno. Prima di lunedì, quando inizieremo a votare le modifiche, parlerò con i tecnici del ministero dell'Economia, cercherò di convincerli dell'urgenza di sostenere ora il testo, perché dopo la sentenza Dolce & Gabbana (sul caso di evasione fiscale che vedeva imputati gli stilisti, la Corte di cassazione ha stabilito che quando le operazioni societarie comportano un'infedeltà dichiarativa e realizzano un comportamento elusivo, questo non può considerarsi, a priori, come penalmente irrilevante, ndr) lo scenario è ormai cambiato». Secondo il deputato, dunque, «va affermato il principio che sono inopponibili all'amministrazione finanziaria i comportamenti mirati all'elusione e all'abuso di diritto».

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