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Pioggia di dati «precompilati» nel 730

Dalle spese veterinarie ai rimborsi universitari: con i nuovi invii si supereranno i 700 milioni del 2016
Al via per il terzo anno consecutivo l’operazione precompilata. Per l’invio dei dati che confluiranno nella dichiarazione dei redditi “automatizzata”, che dal prossimo 15 aprile sarà messa a disposizione sul sito delle Entrate per oltre 30 milioni di contribuenti, c’è una doppia scadenza. Tempi più stretti per le informazioni sulle spese sanitarie, che hanno già beneficiato della mini-proroga da domani, 31 gennaio, al 9 febbraio e che per la prima volta quest’anno saranno trasmesse da una platea molto più ampia di operatori. Per tutti gli altri dati, dai mutui alle spese universitarie, la deadline è fissata al 28 febbraio.
Nel tentativo di potenziare l’effetto-semplificazione per i contribuenti, da quest’anno i modelli precompilati – 730 e Redditi Pf, l’ex Unico – saranno più ricchi. In relazione alle spese sanitarie, che il contribuente può detrarre al 19%, l’anno scorso l’obbligo di trasmissione dei dati era previsto solo per medici, odontoiatri e strutture sanitarie accreditate. Per il 2017, invece, l’agenzia delle Entrate ha esteso l’onere alle strutture autorizzate e non accreditate, agli psicologi, agli infermieri, alle ostetriche, alle parafarmacie, ai tecnici di radiologia medica e agli ottici.
A confluire nel modello, inoltre, saranno per la prima volta i dati inviati dagli amministratori di condominio sulle spese per lavori agevolati al 50 e 65% e quelli sui rimborsi delle spese universitarie (detraibili al 19%) erogati, per esempio, dagli enti per il diritto allo studio.
Per tutti gli operatori coinvolti, l’Agenzia ha pubblicato (o aggiornato) venerdì scorso le specifiche tecniche di trasmissione.
È atteso, insomma, un diluvio di nuove trasmissioni, che porteranno nella precompilata ben più dei 700 milioni di dati inviati lo scorso anno dai “soggetti esterni”. Tutte voci di spesa che, inserite nel rigo giusto, entrano nel calcolo dell’Irpef e dei suoi sconti.
La parte del leone la faranno senz’altro le informazioni sulle spese sanitarie. Infatti, già lo scorso anno erano stati messi a disposizione dell’Agenzia oltre 520 milioni di documenti (400 milioni di ricette del Servizio sanitario nazionale, per 1,5 miliardi di euro, e 120 milioni di documenti fiscali, per circa 13 miliardi di euro). Anche se poi – a causa dei dati ancora parziali inviati dalle farmacie – gli importi per i medicinali da banco senza ricetta non sono stati considerati nei modelli.
Dovrebbero aumentare anche le comunicazioni spedite dai fondi e dalle casse sanitarie e assistenziali, da cui lo scorso anno erano arrivati 3 milioni di dati.
Nella precompilata 2016 erano inoltre confluite le informazioni (84 milioni) trasmesse dalle assicurazioni sui premi vita e infortuni e i redditi di lavoro dipendente “prelevati” dalle certificazioni uniche (62,4 milioni). Le banche, poi, avevano inviato 7,4 milioni di bonifici per ristrutturazioni, arredo e risparmio energetico, per 27,2 miliardi di euro; e 8,2 milioni di informazioni sugli interessi passivi dei mutui prima casa.
Con il download della precompilata i cittadini anche quest’anno troveranno poi i dati sui contributi trasmessi dall’Inps e dai fondi pensione. E, salvo intoppi, anche le voci relative alle spese universitarie e quelle funebri, entrambe oggetto di sgravio.
Il fisco, dunque, da quest’anno allarga il database di informazioni per la precompilata.
Ora bisognerà vedere se e quanto questo arricchimento di informazioni e il maggior rodaggio della piattaforma online si tradurranno in un aumento dei modelli trasmessi dai c0ntribuenti con il fai-da-te : nel 2016 sono stati quasi 2 milioni rispetto agli 1,4 del primo anno.
Sarà importante verificare anche il miglioramento della qualità dei dati precaricati. L’esperienza insegna che al debutto di un nuovo flusso informativo c’è sempre da mettere in conto qualche difficoltà, poi via via arginata.
Sotto questo profilo, c’è da aspettarsi una netta riduzione delle modifiche al rigo «E1», quello delle spese sanitarie nel 730, visto l’allargamento dei soggetti chiamati all’invio. Ma anche altri dati già presenti, come quello sugli interessi sul mutuo, dovranno migliorare.

Michela Finizio
Valentina Maglione

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