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Pin unico per accedere alla p.a.

Dal 15 marzo un Pin unico per accedere ai servizi della p.a. Dalla prossima settimana infatti InfoCert, Poste Italiane e Tim renderanno disponibili le prime identità digitali nell’ambito del nuovo Sistema pubblico per l’identità digitale (Spid).

Le aziende sono i primi tre soggetti accreditati da Agid, l’Agenzia per l’Italia digitale, per essere «Identity trust provider», in grado di rilasciare ai cittadini e alle imprese le identità digitali, gestendo in totale sicurezza l’autenticazione degli utenti.

Il progetto è stato presentato dal ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Marianna Madia, e dagli amministratori delegati di Poste Italiane, Francesco Caio, di Tim, Marco Patuano, e di Infocert, Danilo Cattaneo, assieme al numero uno dell’Agenzia per l’Italia digitale, Antonio Samaritani.

Spid permetterà di accedere con credenziali uniche ai servizi online delle pubbliche amministrazioni aderenti.
Si partirà con gli enti che hanno partecipato alla sperimentazione, durata 18 mesi. E cioè Inps, Inail, Agenzia delle entrate, i comuni di Firenze, Venezia e Lecce e le regioni Toscana, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria e Marche. Ma l’auspicio dell’Agid e del governo è che Spid possa presto attrarre anche i soggetti privati interessati a consentire alla propria clientela un accesso veloce e soprattutto sicuro ai propri servizi online. Entro giugno dovrebbero essere oltre 600 i servizi a cui si potrà accedere tramite Spid.

«Oggi parte una nuova grande infrastruttura immateriale dell’Italia, un percorso che implica grandi cambiamenti perché ogni cittadino potrà richiedere un’identità digitale con oltre 300 servizi online delle pubbliche amministrazioni. Il nostro obiettivo è Italia login: un pin unico che dovrà diventare per tutti quello che è adesso il codice fiscale e che consentirà di lasciarci alle spalle la doppia F, ovvero file e faldoni», ha commentato il ministro Madia nel corso della presentazione a palazzo Vidoni. «Al cittadino ciò che interessa è la semplicità delle risposte», ha proseguito Madia. «In questi anni amministrazioni centrali, regioni ed enti locali si sono comportati come isole e non come parti di un solo corpo. In realtà a un cittadino non importa molto se una risposta non arriva per colpa del comune, della regione o dello stato. Il fatto che siamo qui tutti insieme a presentare Spid dimostra che siamo tutti parte di un’unica amministrazione della Repubblica».

Senza dimenticare, come detto, l’appeal che Spid potrà avere nei confronti dei soggetti privati intenzionati ad entrare nel Sistema. «Quello che parte oggi», ha ribadito il ministro, «è un percorso che richiederà aggiustamenti e miglioramenti per far crescere la domanda di digitale tra gli italiani e per aumentare l’offerta di servizi, agganciando anche i servizi non solo della pubblica amministrazione ma anche del settore privato».

Secondo una stima fatta da Antonio Samaritani di Agid potrebbero essere già 6 milioni gli italiani che nel 2016 si doteranno di un’identità unica digitale, divisi in 3 milioni di nuovi accessi e 3 milioni di trasformazioni di vecchi Pin già in uso presso altre amministrazioni come ad esempio Inps o Agenzia delle entrate.

Come funziona Spid. Nato da un’idea dell’a.d. di Poste, Francesco Caio, quando ricopriva il ruolo di «Mister agenda digitale», Spid è una piattaforma alla quale si accede con una coppia di credenziali che costituiranno la password unica per accedere a tutti gli sportelli online.

Spid, è bene chiarirlo, non sostituisce i documenti di identità rilasciati dallo Stato, che restano indispensabili per avere un’identità digitale. Spid, invece, semplifica le modalità con cui questa identità potrà essere riconosciuta in rete. Rappresenta, al pari della tessera sanitaria, della ricetta elettronica, della fatturazione elettronica e della dichiarazione dei redditi precompilata, un classico «servizio-killer» destinato cioè a modificare l’offerta on line restituendo al titolare la possibilità di autorizzare il trasferimento automatico delle sue informazioni senza doverle continuamente digitare.

Ogni volta che vedremo comparire su un sito o accanto a un servizio il pulsante «Accedi con Spid» si potrà effettuare il login attraverso il Pin unico. «Si tratta di un progetto importante per il Paese perché adottiamo standard europei e diventiamo i primi», ha osservato l’ad di Poste Italiane, prima azienda ad entrare nel progetto. «Dal punto di vista di Poste pensiamo ci sia una base di 4 milioni di clienti che hanno tutte le caratteristiche per potersi dotare di un’identità online. Siamo all’inizio di un percorso di semplificazione in cui lo stato da fardello per i cittadini può diventare veicolo per i servizi competitivi», ha concluso Caio. Anche per l’a.d. di Telecom, Marco Patuano, «si tratta di un calcio di inizio. Di solito si pensa sempre solo alle infrastrutture fisiche ma con le sole infrastrutture fisiche si fa molto meno di quanto si potrebbe».

Tim Id e Poste Id. I clienti di Poste Italiane che hanno già attivato un’identità digitale, attraverso l’app Poste Id potranno trasformarla in Spid in pochi semplici passi. Potranno infatti passare a Spid senza recarsi in ufficio postale perché già in possesso dei prerequisiti necessari (i clienti sono stati già identificati in un ufficio postale; sono registrati sul sito www.poste.it e hanno già registrato un numero di telefono certificato) .

L’identità digitale di Tim (Tim Id) potrà essere richiesta gratuitamente da tutti i cittadini effettuando la registrazione sul portale www.nuvolastore.it e seguendo la procedura di attivazione indicata. L’utente riceverà le credenziali Tim Id via email e sms.

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