Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

“Pil troppo debole e regole più severe” anche il 2015 in salita per le banche europee

Economia debole e nuove regole sui salvataggi sono gli elementi che peseranno negativamente sul 2015 delle banche. E i benefici delle riforme dei Paesi periferici si faranno sentire solo gradualmente sulla crescita del Pil.

Dopo il declassamento dell’Italia ad opera di Standard & Poor’s ecco che arrivano altri giudizi non positivi sulle banche europee da parte delle agenzie di rating. La stessa S&P, Moody’s e Fitch hanno proprio ieri comunicato il loro outlook sul sistema bancario europeo creando inizialmente un po’ di scossoni sui titoli quotati in Borsa, che però sul finale di seduta si sono in parte stabilizzati, almeno a Piazza Affari.
I temi toccati dalle agenzie di rating sono sostanzialmente gli stessi, ma Moody’s ha dedicato al tema un vero e proprio report, la cui sostanza è la seguente. La stabilità finanziaria del sistema bancario europeo è in miglioramento, ma sono aumentati i rischi di “bail-in” (cioè i salvataggi di banche dall’interno del sistema e non da attori esterni come i governi) con la bassa redditività che pone ulteriori sfide. La nuova vigilanza europea ha consentito di rafforzare il patrimonio delle banche che, attraverso minori rischi e un miglior bilanciamento delle passività, permetterà di aumentare la performance ma solo nel lungo periodo. Nel frattempo, la debolezza dell’economia continuerà a pesare sul settore bancario e i bassi profitti sono un segnale che l’industria bancaria rimane strutturalmente vulnerabile.
Le previsioni di Moody’s sulla crescita del Pil dell’eurozona del 2015 variano tra un più 0,5% e un più 1,5%. E la bassa crescita si combina con ancora alti tassi di disoccupazione e progressi limitati sulle riforme economiche come è evidenziato da una persistente bassa fiducia dei consumatori e delle imprese. «Le riforme implementate nei Paesi periferici, e più recentemente in Francia e Italia, avranno un graduale impatto positivo sul Pil – scrive Carola Schuler, managing director di Moody’s per le istituzioni finanziarie -. Le ultime linee dei bilanci delle banche dovrebbero beneficiare da una diminuzione degli accantonamenti nel 2015 ma gli oneri da cattive condotte e da contenziosi rimarrà alto».
I maggiori rischi derivanti dalla nuova regolamentazione sui salvataggi viene posta in evidenza anche da S&P. «Dopo la crisi finanziaria globale, molti governi, specialmente nelle economie mature, hanno affermato di voler ridurre il supporto per i creditori senior delle banche – afferma l’agenzia di rating -. Questo è il principale fattore di cambiamento». E questa prospettiva avrà un impatto anche sui rating. L’implementazione di tutti i passaggi dell’Unione Bancaria, infatti, comporterà il fatto che il 2016 entrerà in vigore la Direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (Brrd) e da quel momento eventuali salvataggi bancari dovranno essere a carico dei privati. «Tutto ciò alzerà nel 2015 i rischi per i creditori e potrebbe portare a una maggiore selezione nell’accesso ai mercati e a una maggiore volatilità degli spread», conclude la Schuler.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Francia continua a essere apripista per il riconoscimento economico dei contenuti di informazione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si avvicina il giorno in cui Monte dei Paschi dovrà dire alla vigilanza di Francoforte e al mercato...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sul Recovery Plan non esiste un caso Italia, ma un’interlocuzione molto positiva con la Commissi...

Oggi sulla stampa