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Il Pil del 2016 chiude a +0,9%

Sia pure con un lieve calo rispetto all’estate (+0,3%), l’economia italiana ha messo a segno anche nell’ultimo trimestre del 2016 una variazione positiva del Pil (+0,2%). Tra ottobre e dicembre il prodotto interno lordo espresso in valori concatenati (anno di riferimento il 2010) è aumentato di due decimali su base congiunturale e dell’1,1% nei tendenziali. Il dato corretto per gli effetti del calendario (nel 2016 ci sono state due giornate lavorative in meno del 2015) registra una crescita sull’anno, nella stima preliminare Istat diffusa ieri, dell’1%. La stima grezza è invece stata pari a +0,9%, di un decimale maggiore alla previsione contenuta nel Documento programmatico di bilancio dello scorso ottobre (+0,8%).
La stima Istat di ieri segna l’ottavo trimestre consecutivo di crescita. Una serie debole ma sempre con segno positivo iniziata nel primo trimestre del 2015. Se i dati grezzi, provvisori e aggregati, venissero confermati a marzo, il +0,9% rappresenterebbe la variazione più alta dal +1,7% messo a segno sei anni fa. Le serie statistiche aggiornate allo scorso autunno offrono in lettura un andamento a doppia W: il 2015 si è infatti chiuso con il Pil – misurato in volume – a +0,7%, il 2014 a +0,1%, il 2013 e il 2012 sono stati caratterizzati dal segno meno (-1,7% e -2,8% rispettivamente), il 2011 ha registrato un +0,6% e il 2010 un +1,7%.
La variazione acquisita per l’anno in corso, che a sua volta avrà due giornate lavorative in meno rispetto al 2016, è dello 0,3%. Vale ricordare che secondo le stime un giorno lavorativo equivale all’incirca lo 0,08% di variazione del prodotto, due giorni lo 0,12%.
Ipotizzando una crescita analoga a quella registrata dall’Istat nell’ultimo trimestre l’Ufficio parlamentare di Bilancio (UpB) nella sua nota congiunturale di fine gennaio ha segnalato che per centrare l’obiettivo di una crescita 2017 dell’1% (previsione governativa) servirebbe un’accelerazione del Pil dal secondo trimestre verso ritmi medi dello 0,4%. Una espansione netta del prodotto dello 0,9% sull’anno in corso è nelle previsioni della Banca d’Italia (Bollettino economico n. 1 di gennaio, con i dati del Pil corretti per il numero di giornate lavorative), della Commissione europea (Winter 2017) e dell’Ocse, mentre il Fmi e il Consensus forecast stimano una crescita più limitata dello 0,7%.
Per conoscere nel dettaglio le componenti della crescita dell’ultimo trimestre del 2016 bisognerà ora attendere i conti nazionali Istat, che saranno diffusi il 1° marzo. Tra quella data e il 3 marzo successivo, quando verranno diffusi i nuovi dati trimestrali coerenti con il dato annuale, si saprà per esempio quanto potrebbe aver pesato, sul lato della domanda interna, lo «scambio di testimone» che parrebbe in atto tra spesa per consumi e spesa per investimenti. Nella statistica flash pubblicata ieri poco prima della diffusione della congiuntura flash di Eurostat ci si limita a far notare che la nuova variazione in positivo è «la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei settori dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto nell’agricoltura». Mentre dal lato della domanda ci sarebbe «un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta».
Si diceva dei dati Eurostat. Alla variazione dello 0,2% congiunturale e 1,1% tendenziale dell’Italia corrispondono valori più significativi in tutti i paesi dell’area euro ad eccezione della Grecia, che ha chiuso il 2016 con una caduta del Pil di quattro decimali, rispetto al trimestre estivo, e di appena lo 0,3% su base annuale. Le grandi economie più comparabili a quella nazionale hanno fatto tutte meglio: +0,4% la crescita congiunturale della Germania (+1,8% su base annua), +0,4% la Francia (+1,1%); +0,7% la Spagna (+3%). Fuori dall’Eurozona, che nel suo complesso è cresciuta dello 0,5% congiunturale e del 1,7% tendenziale, il Regno Unito ha fatto +0,6% (+2,2% il tendenziale) mentre negli Stati Uniti la crescita è stata dello 0,5% nel quarto trimestre (+1,9%).

Davide Colombo

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