Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il Pil cresce quasi all’1% ma l’occupazione è ferma Bce cerca un compromesso

Quasi fuori dallo zero virgola. L’Istat rivede al rialzo le previsioni del Pil del terzo trimestre e così la crescita acquisita per quest’anno arriva allo 0,9%, lo 0,1% in più rispetto alle ultime previsioni del Def. E al di là delle percentuali, in termini di valore il livello del Pil ha raggiunto i massimi degli ultimi quattro anni: 392.303 milioni di euro. Il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, si prendono una rivincita su settembre, quando a Confindustria che aggiornava al ribasso le previsioni allo 0,7% replicavano: «Abbiamo stime migliori ». E infatti Renzi adesso si lancia anche oltre: premettendo che «la crescita del 2016 sarà più alta delle stime del governo» e che «i dati dell’economia dimostrano che quelli che dicevano che non c’era crescita si sbagliavano », aggiunge: «Ma pensate a quello che potremmo fare se avessimo un sistema meno burocratico ».
Sul secondo trimestre la crescita è dello 0,3%, sul terzo 2015 è più 1%, le stime preliminari indicavano lo 0,9%. Un robusto contributo arriva dagli investimenti, in particolare dalla forte crescita per mezzi di trasporto, ma anche per le famiglie riparte con convinzione la spesa per beni durevoli (3% tendenziale).
Minori soddisfazioni invece arrivano dai dati Istat sull’occupazione: la buona notizia è che a ottobre il tasso di disoccupazione giovanile cala dello 0,4% rispetto al mese precedente, attestandosi al 36,4%, ai minimi da quattro anni, come sottolinea il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Ma per il resto si stimano 30.000 occupati in meno su settembre, diminuiscono i dipendenti a tempo indeterminato e crescono quelli a termine. Soprattutto, va male ai lavoratori delle fasce di età intermedie, l’unica fascia di età che non fa passi indietro è quella degli ultracinquantenni. Mentre in particolare per la fascia 25-34 anni il tasso di occupazione cala dello 0,4% e il tasso di inattività aumenta dello 0,8%. Nel confronto annuo le cose vanno meglio, ci sono 174.000 lavoratori in più, ma la crescita ancora una volta non coinvolge i 25-34enni. Poletti parla di «un quadro di sostanziale stabilità del mercato del lavoro », e sottolinea i buoni dati che emergono dal confronto annuo, però a completare un quadro in peggioramento c’è anche l’aumento degli inattivi, segno di una certa sfiducia dei lavoratori sulle prospettive di rientrare nel circuito del mercato.
Intanto da Francoforte arrivano notizie di una possibile estensione del quantitative easing da decidere tra qualche giorno alla prossima riunione: la scadenza, già prorogata fino a marzo, potrebbe essere allungata a settembre 2017 ma il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi sta cercando di mediare tra consiglieri “falchi” e “colombe”: molti preferirebbero mantenere l’attuale ritmo di 80 miliardi di euro di acquisti al mese, ma altri chiedono invece una riduzione al ritmo di 60 miliardi al mese.

Rosaria Amato

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un balzo in avanti. In parte previsto, ma che comunque apre una prospettiva diversa rispetto al pess...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Decontribuzione dal 50 al 100% per i lavoratori che usciranno dalla cassa integrazione del settore t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dica la verità, senatrice Bongiorno, ma la Lega vuole davvero i fondi del Recovery che sono legati ...

Oggi sulla stampa