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Pil a crescita lenta: più 0,1% in 3 mesi

ROMA.
Non potrebbe essere più “zero virgola” di così: la crescita prevista dall’Istat per il primo trimestre di quest’anno è dello 0,1 per cento. «Lievemente positiva», la definisce la nota mensile sulla congiuntura, precisando che l’intervallo di confidenza (cioè la possibile variazione del prodotto interno lordo) è compreso tra meno 0,1% e più 0,3%. Il maggiore contributo alla crescita arriva dai consumi privati, mentre la domanda estera e i consumi pubblici sono in calo, finendo così per dare un apporto negativo. Di nuovo al palo gli investimenti, che erano ripartiti nel 2015: «Dinamica sostanzialmente piatta». A fronte di queste prime rilevazioni la crescita acquisita per il 2016 è dello 0,4%. Le previsioni di tutti gli analisti per l’intero anno sono piuttosto più ottimiste (più 1,4% quelle della Ue, per esempio).
Qualcuno definisce la crescita italiana «da prefisso telefonico», la Cgia di Mestre commenta che «siamo un Paese che corre con il freno a mano tirato». Quel che è certo è che una crescita bassa metterà ancora più in difficoltà i conti pubblici, già a rischio secondo la Commissione Ue. Ieri è arrivata da Bruxelles la lettera, già anticipata nei giorni precedenti, che chiede l’adozione delle misure indispensabili per rispettare gli obblighi previsti dal patto di stabilità e di crescita. Analogo messaggio è arrivato in Belgio, Croazia, Finlandia, Romania e Spagna, Paese attualmente soggetto alla procedura di deficit eccessivo. Si conferma dunque che non c’è ancora il via libera Ue sulla legge di stabilità 2016, si chiedono «piani credibili per il ritorno al percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine». Difficile dunque che all’Italia venga accordata tutta la flessibilità richiesta su riforme, investimenti e spese per l’emergenza immigrati, la risposta definitiva di Bruxelles sarà collegata al giudizio complessivo sul bilancio 2016. Certo, dice il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, riferendosi a tutti i Paesi “avvertiti”, «c’è ancora tempo a sufficienza per adottare le misure correttive necessarie, ed è per questo che la Commissione ha segnalato preventivamente questi aspetti. Siamo pronti ad avviare un dialogo costruttivo con i Paesi interessati per ridurre al minimo i rischi». La lettera tuttavia, sottolineano fonti del ministero dell’Economia, riconosce che il debito italiano si è stabilizzato, e ricorda che il rischio di deviazione dai parametri di stabilità verrà rivalutato sulla base delle previsioni di primavera e alla luce del percorso triennale di finanza pubblica che il governo delineerà ad aprile con il “Programma di stabilità”.

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