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Pignorati, pagamenti inefficaci

Il pagamento effettuato dalla terza pignorata a favore del creditore di un soggetto successivamente fallito è inefficace ex articolo 67, 2 comma l.fall. Questa è la conclusione alla quale è pervenuto il tribunale di Pisa con la sentenza datata 27/1/15 accogliendo la richiesta del curatore fallimentare (Fall. Oregon Tannery srl / Multichimica srl).

Fatto

In data 26/10/12 la società M otteneva decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo nei confronti della debitrice O in forza del quale azionava un procedimento di espropriazione nei confronti di C debitore di O. Con ordinanza del 31/1/13 il giudice dell’esecuzioni assegnava alla società M la somma di cui il terzo pignorato C si era dichiarato debitore di O. In data 7/3/13 C pagava ad M una parte della somma assegnata. Con sentenza del 12/3/13 la società O veniva dichiarata fallita dal tribunale di Pisa.

Il curatore, dopo aver intimato alla società M di retrocedere la somma ricevuta da C sulla base dell’ordinanza del giudice dell’esecuzioni, rimasta disattesa, agiva in revocatoria ex articolo 67, 2° comma l.fall. nei confronti della stessa M.

L’azionata si costituiva nel giudizio chiedendo il rigetto della richiesta negando di conoscere lo stato d’insolvenza del soggetto di poi fallito.

Deciso

Il tribunale, rilevato che il pagamento è avvenuto nel semestre anteriore alla sentenza di fallimento e che M conosceva lo stato d’insolvenza, ha accolto la richiesta della curatela e quindi l’incasso revocabile. Per il tribunale la conoscenza d’insolvenza della debitrice è esplicitato nelle stesse deduzioni del ricorso monitorio dove si legge « vi è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo in quanto la debitrice ha inviato una lettera ai propri creditori dalla quale risulta l’impossibilità di quest’ultima di far fronte alle proprie obbligazioni ». Tale affermazione è riferita a un evento concreto e non limitato a considerazioni generiche che non possono essere svalutate a semplice strategia processuale del difensore ovvero inserite soltanto per ottenere una non dovuta provvisoria esecuzione e un’esenzione dal termine di cui all’articolo 482 c.p.c.

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