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Pignoramento soft per vittime di usura

Gli atti sottesi a un pignoramento di crediti presso terzi sono illegittimi nei loro importi intimati, laddove il contribuente risulti formalmente un soggetto «usurato», a cui non vanno quindi richiesti sanzioni e interessi, avendo egli avuto accesso ai benefici per vittime di usura previsti dall’art. 20 della legge n. 44/1999. Sono le osservazioni evidenziate dalla Ctp di Frosinone (presidente Costantino Ferrara, relatore Raffaele Montaldi) nella sentenza n. 465/01/2020. Tra le varie censure rivolte da una contribuente a un pignoramento presso terzi opposto, e relativo a 48 cartelle di pagamento presupposte, oltre a vizi di notifica ed eccezioni di prescrizione, vi era il fatto che nel richiedere il pagamento delle somme, l’Agenzia, secondo la contribuente, non aveva tenuto affatto in considerazione che la stessa fosse stata dichiarata vittima di usura, essendo tale sua qualità oggetto di pronunce penali, amministrative e tributarie pregresse all’atto impugnato.

Invero, l’Ufficio resistente, costituitosi in giudizio, si giustificava minimizzando la dedotta qualità di vittima di usura della contribuente, che, seppur riconosciuta, non operava, comunque, sulla totalità dei periodi d’imposta oggetto dei vari titoli sottesi all’intimazione impugnata, dei quali, peraltro, ogni notificazione doveva ritenersi regolarmente avvenuta. Se sotto tale profilo delle notificazioni delle presupposte cartelle, infatti, anche la Ctp concordava con le affermazioni dell’Agenzia, diversa è stata però la posizione assunta dal collegio frusinate sul peso che l’accertata qualità di vittima di usura e i conseguenti benefici fiscali ex lege 44/99, potessero aver avuto quantomeno con riguardo al calcolo di sanzioni e interessi, anch’essi portati nel pignoramento. La sospensione temporale degli obblighi fiscali connessa allo status della contribuente, soggetto vittima di usura, non era un dato trascurabile per la Ctp, comportando in effetti un differimento delle scadenze fiscali per la ricorrente, incidente anche sul calcolo di sanzioni e interessi, comunque confluiti nel pignoramento.

La Ctp ha pertanto accolto parzialmente il ricorso imponendo la rideterminazione del quantum pignorato, escludendo da esso sanzioni e interessi, indebitamente applicate senza tener conto della predetta sospensione suo tempo accordata alla contribuente in quanto vittima di usura.

Benito Fuoco

(…) la sig.ra S. S., rappresentata e difesa dall’avv. Benedetto Longino Lombardi (…), ha proposto tempestivo ricorso in riassunzione avverso l’atto di pignoramento di crediti verso terzi ex art. 72-bis dpr n. 602/73 (…) promosso dall’Agenzia Entrate/Riscossione e notificato alla suddetta ricorrente in data 15/10/2019, con riferimento al terzo Asl di Latina datore di lavoro della ricorrente medesima e relativo a n. 48 cartelle di pagamento (…).

Posto quanto sopra, la Commissione ritiene invece in qualche misura meritevoli di accoglimento le argomentazioni della ricorrente incentrate intorno alla sua dedotta qualità di persona formalmente riconosciuta all’epoca dei fatti come «vittima di usura», come tale avente diritto alle elargizioni economiche e ai benefici fiscali (con sospensione temporale degli obblighi tributari) di cui alla legge n. 44/99, qualità già formalmente asseverata in sede amministrativa e giudiziaria anche in contraddittorio con Ader come nel connesso procedimento pendente presso questa Commissione con il numero di Rgr (…) e oggi deciso in pari data con il riconoscimento della dedotta qualità di usurata della S.

E, invero, è incontestabile che (…) rispetto all’epoca dei fatti usurari in danno del contribuente, pacificamente risalenti a più di tre anni (…) è però evidente (…) che in base agli atti nel computo degli importi di sanzioni e interessi complessivamente posti in riscossione non si è tenuto affatto conto dell’accennato periodo triennale di sospensione dei termini di scadenza degli adempimenti fiscali «ricadenti entro un anno dall’evento lesivo», vale a dire dall’epoca di commissione dei fatti usurari.

Ne consegue, comportando detto periodo di sospensione un ben significativo differimento nel tempo degli originari termini di scadenza dei vari adempimenti fiscali di cui trattasi, con i conseguenti riflessi negativi sulla legittimità di sanzioni e interessi congiuntamente applicati nel complesso a carico della S. con i sopra indicati atti impositivi sottesi all’opposto preavviso di fermo senza tener conto dell’accennata sospensione, oltre che dello specifico disposto del comma 7-ter di detto articolo 20 in tema di esclusione delle sanzioni rispetto ai contribuenti «usurati», che sussistono senz’altro i presupposti per il parziale accoglimento del ricorso, rideterminandosi l’importo del pignoramento con esclusione delle sanzioni e degli interessi.(…)

P.Q.M. La Commissione accoglie parzialmente il ricorso, rideterminando l’importo del pignoramento con esclusione delle sanzioni e degli interessi.(…)

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