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Pignoramenti, arriva la stretta

In arrivo una misura che renderà più stringenti le norme sui pignoramenti così da incentivare un maggior numero di contribuenti ad aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali che scade il 21 aprile. Questa una delle novità in merito ai contenuti della manovra correttiva dei conti pubblici illustrata ieri dal ministro dell’economia Pier Carlo Padoan al gruppo Pd alla camera.

Il governo si appresta a varare un unico decreto contenente la manovrina e le misure per il sisma. La correzione dei conti da 0,2% del Pil varrà 3,4 mld e sarà approvata in concomitanza con il Def (Documento economico finanziario) cioè entro il 10 aprile o, al massimo, qualche giorno dopo. L’obiettivo è evitare la procedura d’infrazione che la Commissione europea intenderebbe altrimenti aprire ai danni dell’Italia. Oltre all’istituzione di un fondo sisma da un miliardo l’anno per tre anni ci saranno anche misure per la lotta all’evasione fiscale e interventi sul mondo bancario, molto probabilmente lo smaltimento degli Npl bancari (Non performing loans). I tagli alla spesa sono invece ancora allo studio del governo. Nel pacchetto di interventi sul lato delle entrate anche un aumento delle accise sui tabacchi e alcolici e una stretta sul gioco d’azzardo. Bruxelles, e nello specifico il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, vogliono risposte chiare in materia di disavanzo eccessivo e riduzione del debito pubblico soprattutto alla luce dei 16 miliardi di flessibilità di cui l’Italia ha usufruito nel 2016.

Per trovare i 3.4 miliardi, quindi, sono allo studio del ministero dell’economia varie soluzioni. La prima, così come riportato nella lettera che Padoan ha inviato a Bruxelles nelle scorse settimane, è l’aumento delle accise sui tabacchi che potrebbe portare nelle casse dell’erario dai 310 fino 450 milioni di euro. In secondo luogo potrebbero essere previste modifiche allo split payment, il meccanismo di liquidazione dell’Iva introdotto dalla legge di Stabilità 2015 (190/2014) che viene applicato nei rapporti tra imprese private e pubblica amministrazione con quest’ultima obbligata a versare direttamente all’erario l’Iva sulle fatture emesse dai suoi fornitori. Questa misura, infatti, verrebbe estesa anche alle società controllate dallo stato sia quelle quotate che non così come lo strumento del reverse charge, cioè l’inversione contabile dell’Iva, potrebbe essere applicato alla grande distribuzione .

Data per certa è anche la stretta sul gioco d’azzardo che porterebbe nelle casse dello stato circa 350 milioni di euro. Sarebbe, infatti, di un punto l’aumento del prelievo erariale unico sugli apparecchi da gioco mentre la tassazione sulle vincite superiori a 500 euro potrebbe raddoppiare passando dal 6 al 12%.

Sul tavolo delle trattative ci sono le ipotesi di aumento delle accise per i super alcolici, birra, vino, e benzina. Per quanto riguarda il mercato della birra questo potrebbe essere minimo anche per non deprimere un mercato tendenzialmente nuovo e in continua espansione. A farne le spese potrebbero essere il settore dei superalcolici e del vino. Il primo gestito dalle multinazionali dovrebbe, secondo l’idea del governo, non subire il contraccolpo fiscale mentre il secondo, gestito dalle case produttrice made in Italy, sarebbe ormai un mercato consolidato e quindi pronto ad un ulteriore sforzo. Discorso diverso sulla benzina. Infatti il ministro Padoan ha dovuto prendere atto della presa di posizione del segretario del Pd Matteo Renzi, contrario ad una misura del genere. Sicuramente ci sarà la solita spendig review che questa volta dovrebbe colpire soprattutto i ministeri con l’obiettivo dichiarato di arrivare ad un miliardo di euro. Successivamente l’esecutivo cercherà di rivendicare le previsioni di risparmio in materia di spesa pubblica che arriveranno dalla stretta sulle società partecipate previste nella riforma Madia. Invece, per quanto riguarda il capitolo privatizzazioni, dovrebbero essere coinvolto il settore aereoportuale e agricolo, si potrebbe riaprire una seconda partita su Poste Italiane mentre si stanno aspettando parte dei risultati delle dismissioni di Leonardo Finmeccanica ed Eni.

Pasquale Quaranta

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